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Caos urbanistica, Scavuzzo accusa il governo

L'assessore: "Serve una legge nazionale". Centrodestra all'attacco

Caos urbanistica, Scavuzzo accusa il governo
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Un consiglio straordinario sull'urbanistica che si chiude con un nulla di fatto: la vicesindaco e assessore all'Urbanistica Anna Scavuzzo, come sottolinea il centrodestra, non ha dato le risposte che la tutta la città, dagli operatori alle Famiglie sospese, attende da oltre due anni. "Ci aspettavamo risposte concrete, piani operativi e una deadline chiara per tornare alla normalità. Invece abbiamo assistito all'ennesimo intervento fatto di tante parole e di zero fatti" attacca Samuele Piscina, consigliere comunale e Segretario provinciale della Lega. Mentre Enrico Marcora (FdI ) avverte sul pericolo che incombe su Palazzo Marino: se la situazione non si risolve, ci saranno una serie di cause e di richieste di risarcimento danni da parte dei costruttori che hanno seguito le indicazioni del Comune, sia da parte dei cittadini che hanno pagato per una casa in cui possono entrare. Non solo, l'ordine di abbattimento dello stabile di via Fauchè, rischia di essere solo il primo di una serie.

Di qui la richiesta del capogruppo FdI Riccardo Truppo di istituire un fondo di garanzia da 300 milioni che permetta all'amministrazione di far fronte alle cause.

Anche Forza Italia con Luca Bernardo chiede un cambio di passo: "Il Comune deve ammettere la proprie responsabilità politiche e non scaricarle sugli altri". Il riferimento è alle dichiarazione di Scavuzzo che ha di nuovo passato la palla al Governo: "Serve una legge nazionale chiara sulla rigenerazione urbana: Milano non può restare in un limbo normativo".

Nel suo discorso Scavuzzo ha rivendicato il lavoro svolto come la nomina della commissione del Paesaggio che "ha già analizzato 240 pratiche", la creazione di una task force di tre esperti esterni per analizzare le situazioni più complesse e il piano delle "misure rimediali" per i cantieri sospesi. Gli uffici hanno "già ricevuto le prime istanze dai privati per la revisione dei titoli edilizi". Il percorso, avviato con le delibere di maggio e novembre 2025, punta a regolarizzare gli interventi attraverso accordi sostitutivi, permettendo di trasformare vecchie procedure non più adeguate in Permessi di Costruire o Piani Attuativi, integrando oneri, cessioni e dotazioni di servizi.

Chiede un (velato) cambio di passo anche la capogruppo del Pd Beatrice Uguccioni: "L'housing sociale deve essere un pilastro

strutturale della crescita della città" (e così non è), così "bisogna rivedere le regole del convenzionamento degli studentati". Il bersaglio? Gli affitti degli alloggi per studenti al Villaggio olimpico, una volta finiti i Giochi.

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