In carrozza da Broadway

La Bella e la Bestia arrivano in carrozza. Si fermano a Palazzo Marino sotto una pioggia battente tra i flash di fotografi e turisti. Ad accoglierli è l'assessore ai grandi eventi Giovanni Terzi, che sale sull'antico cocchio con i drappi rossi trainato, come si conviene al mondo delle favole, da due cavalli bianchi, e con loro fa il giro della piazza prima di varcare finalmente il portone municipale. La Bella, la Bestia e l'assessore. Un'accoglienza in grande stile per il musical che dal 2 ottobre porterà a Milano le atmosfere e le suggestioni di Broadway. «Volevo ringraziare per il passaggio in carrozza che la Bella e la Bestia mi hanno dato. Noi assessori non abbiamo più diritto alle auto blu e dunque dobbiamo accontentarci di andare a cavallo», ironizza l'assessore Terzi, mentre fa gli onori di casa conversando con la Bella, cioè Arianna Martina Bergamaschi, in arte Arianna, che si sistema il trucco e la Bestia, alias Michel Altieri, con le corna e i denti da Dracula di ordinanza. Tutto è pronto per il grande debutto dell’edizione italiana che coinciderà con l'inizio della seconda vita del teatro Nazionale, dopo tre anni di chiusura per restauri. Centinaia di poster già da diverse settimane tappezzano i muri di Milano, prima soltanto con la frase «Preparatevi a vedere con il cuore», adesso con l'immagine della Bella i cui occhi sono coperti dalle enormi mani pelose della Bestia. Statue gigantesche dei due protagonisti sono già apparse e continueranno a mostrarsi all'improvviso in vari angoli della città, mentre nei prossimi giorni alcuni eventi a sorpresa coinvolgeranno i milanesi nelle stazioni della metropolitana. «Questo musical è un fatto storico per Milano: non è mai accaduto in Italia che uno spettacolo restasse in scena dieci mesi, alla maniera di Broadway, un modo anche per avvicinare più persone possibile al teatro», sottolinea l'assessore Terzi spiegando che al Comune non costerà nemmeno un euro la collaborazione con il Teatro Nazionale. «La nostra città diventerà così l'epicentro dell'intrattenimento e ciò avverrà con una fiaba: un buon segno, perchè Milano in questo periodo ha bisogno di sognare». Ci sono voluti oltre un anno di preparazione, tremila audizioni, la messa a punto di una complesso allestimento che prevede cambi di scena ogni sette minuti e sosfisticati sistemi computerizzati dei fondali, perchè tutto fosse perfetto e all'altezza del successo riscosso in passato dal celebre musical della Disney, che nel mondo ha già conquistato oltre venticinque milioni di spettatori e a Broadway è stato in cartellone ininterrotamente per tredici anni: «Sono molto contento di portare in scena una nuova versione del musical con un cast, un'orchestra e maestranze tutte italiane, perdipiù in un teatro che ricomincia a vivere proprio con La Bella e la Bestia», racconta il regista italoamericano Glenn Casale, che firma questa produzione italiana da cinque milioni di euro e si trova a concertare uno staff di trentatre artisti e otto bambini. «Ho cercato di mantenere intatto lo spirito della fiaba adeguandolo però all'anima del luogo, ossia Milano e l'Italia, facendo emergere attraverso il talento degli artisti la personalità made in Italy». Conto alla rovescia, dunque, per la grande prima del 2 ottobre. «Sarà una serata molto mondana, red carpet, proprio come capita a Broadway, dove non mancheranno sorprese ad effetto mai viste prima in Italia», assicura Barbara Salabè, amministratore delegato della Stage Entertainment Italia, la multinazionale olandese dell'intrattenimento che ha la gestione del Teatro Nazionale. Non svela chi calpesterà il mitico tappeto rosso, ma c'è già chi dà per certa la presenza di George Clooney, amico del regista Glenn Casale che lo diresse in teatro in «Wrestlers». Top secret anche sulle prevendite degli otto spettacoli previsti ogni settimana, tutti i giorni escluso il lunedì con doppio show il sabato e la domenica e prezzi che oscilleranno tra i 32,50 e gli 81 euro. «Abbiamo il tutto esaurito fino a dicembre e per la “prima“ dovremo chiamare molti spettatori che si sono prenotati e proporre loro un'altra data perchè sono troppo pochi i millecinquecento posti del Nazionale per accontentare tutte le richieste». Pazienza, ci sono almeno dieci mesi di tempo per accontentare anche i ritardatari e convincere persino i più scettici.