Il Cav incorona Seedorf: "Allenerà il Milan, ma..."

L’olandese insignito dell’Ordine di Orange. Il presidente: "Allenerà il Milan, ma giocherà fino a 52 anni..."

Roma Ha voluto essere al fianco di Clarence Seedorf nel giorno in cui l’ambasciatore olandese in Italia lo ha nominato Cavaliere dell’Ordine Orange-Nassau per le sue numerose attività in ambito umanitario. In pratica, il massimo riconoscimento per un cittadino dei Paesi Bassi. Silvio Berlusconi ha un’ammirazione particolare per il centrocampista, il cui futuro nel Milan (c’è un contratto in scadenza a giugno) è ancora da definire. «Giocherà fino a 52 anni - la pronta risposta del premier a una domanda posta da un giornalista al calciatore rossonero - fa bene a non porsi limiti, è un leader dentro il campo, dove garantisce sempre 3-4 giocate miracolose che valgono il prezzo del biglietto, e fuori, è un esempio di vita per tutti. Si è sempre comportato come un signore».

Seedorf è emozionato, tira fuori dalla tasca un discorso scritto per non dimenticare nessuno nei ringraziamenti. E intanto Berlusconi, davanti ai genitori e alla moglie, scherza su un possibile futuro da tecnico dell’olandese. «La famiglia Seedorf produce industrialmente campioni di calcio: giocano anche due suoi fratelli e un cugino - così Berlusconi -. Tra l’altro due giocano adesso nel Monza e noi li stiamo osservando per portarli al Milan. E certamente quando Seedorf sarà allenatore del Milan avrà un occhio di riguardo per la sua famiglia. Noi, del resto, siamo clientelari, come dicono tutti i giornali, per cui questa cosa la consentiremo...».
E quando una cronista fa scivolare il discorso su un tema delicato come l’attuale immagine del premier, Seedorf fa scudo: «Con Berlusconi non ho un rapporto politico, ho avuto la fortuna di conoscerlo bene e con lui la sua famiglia. È un grandissimo uomo, intelligente e di gran cuore. Da fuori si dicono tante cose non vere su di lui...».

Il premier e il centrocampista olandese ricevono in dono degli zoccoli olandesi, per il giocatore addirittura «griffati» di rossonero con tanto di tacchetti. C’è euforia nell’aria anche per il titolo di campione d’Italia a un passo. Ma il premier non si sbilancia in dichiarazioni trionfalistiche anche - preciserà una nota di Palazzo Chigi - «per evidenti ragioni scaramantiche». Non si sottrae però alla domanda sullo strapotere europeo del Barcellona. «Se è inarrivabile? Nel calcio non c’è mai nulla di inarrivabile. Chi osa arriva ovunque, bisogna volare alto e si conquistano i traguardi migliori». Come ha dimostrato più volte il suo Milan.
«Il Barça sta esprimendo il miglior calcio ed è forse la migliore squadra al mondo - sottolinea Seedorf -. Ma ci sono altri modi di vincere, non tutti devono fare il suo stesso tipo di gioco. Messi? Non è un singolo che vince, ma è sempre la squadra». A 35 anni non pensa a smettere («giocherò finchè ci saranno le motivazioni e le condizioni fisiche»), intanto vuole mettere le mani su scudetto e Coppa Italia. «Vincere già domenica il titolo? Dopo sette anni speriamo arrivi il prima possibile - così l’olandese -, dobbiamo dare l’ultima botta per mandare tutti ko».

In attesa di capire quale sarà il suo futuro prossimo. «Non lo discuterò con Berlusconi, non l’ho mai fatto in passato e non lo farò adesso. Ci sono altre persone preposte a questo. Galliani ha deciso di aspettare per parlare con un gruppo di giocatori dei rinnovi contrattuali e io rispetto la sua volontà».
Chiusura su Allegri, il tecnico con il quale ha fatto tanta panchina: «La sua bravura è stata sul campo, ci ha dato intensità ed equilibrio all’interno dello spogliatoio. Anche se noi calciatori gli abbiamo dato una grande mano».

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