Cerchi, aquiloni e bagni turchi L’islam su celluloide

Abituati, come siamo, a considerare il grande schermo come mezzo esclusivo di evasione, ci dimentichiamo che, spesso, proprio grazie alle storie narrate nei film, si può venire a contatto con culture diverse. Un arricchimento importante che ci aiuta a capire meglio la realtà che ci circonda consentendoci di affrontarla con un po’ più di cognizione di causa. Il comune di Milano, ad esempio, propone, per il terzo anno consecutivo, una rassegna stimolante, dal titolo «Immagini e Religioni», che attraverso le pellicole (ma non solo) aiuta lo spettatore ad approfondire alcune tematiche legate alle principali religioni non cristiane. Così, dopo l’esordio, nel 2007, con il ciclo dedicato al Buddismo, replicato, lo scorso anno, con quello sull’Ebraismo, si punta ora l’attenzione su «Islam e Cinema». Dal 26 e fino al 31 gennaio, al cinema Gnomo, non solo proiezioni ma anche un volume e una tavola rotonda per capire meglio il rapporto, non sempre facile, tra la settima arte e l’Islam. Si parte, martedì, alle 19, con la proiezione de Il cerchio, film iraniano del 2000, diretto da Jafar Panahi, che indirizza il suo sguardo sull’universo femminile; otto storie di donne accomunate dalla sottomissione al potere maschile che sono valse, a Panahi, il Leone d’Oro a Venezia. Alle 21 è in cartellone Osama, film afghano del 2003 firmato da Siddiq Barmak, coraggiosa pellicola di denuncia che racconta la storia della dodicenne Maria. La ragazza perde il lavoro a Kabul quando viene chiuso l’ospedale; per sopravvivere, si dovrà vestire da maschio e farsi chiamare Osama. Mercoledì 27 si parte con la proiezione di Acque silenziose, pellicola pakistana, del 2003, diretta da Sabiha Sumar. Protagonista è una vedova, la quarantenne Aisha, che decide di dedicarsi all’educazione del figlio Salim. L’avvento dell’integralismo porterà il ragazzo a far parte di un gruppo di attivisti. Certamente più conosciuto è il film che chiude la giornata, ovvero Il cacciatore di aquiloni di cui tanto si è scritto e letto. Tratto dal bestseller di Hosseini, il film racconta la storia di un afghano emigrato negli Usa che torna in patria per riparare alle sue colpe commesse nel passato; troverà un paese sostanzialmente cambiato. Giovedì, non perdete l’interessante Persepolis il film di animazione della Satrapi che racconta infanzia ed esilio forzato di una bambina iraniana. Alle 21.15, invece, spazio a Viaggio a la Mecca, nel quale un anziano marocchino che vuol recarsi a La Mecca chiede al figlio francese non musulmano di accompagnarlo. Nei giorni successivi, sfileranno film come l’ottimo Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano (venerdì) che racconta l’amicizia tra un arabo e un giovane ebreo, come il libanese Il messaggio (il 29)che ripercorre la storia della religione musulmana; chiusura domenica con Il bagno turco di Ozpetek e Viaggio a Kandhahar di Makhmalbaf. Arricchisce il tutto, la tavola rotonda Islam e cinema di sabato 30, durante la quale si presenterà anche il volume curato da Giulio Martini.
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