«Che cavolo è successo?» È morto l’amico Arnold il primo baby eroe in tv

Non era mai cresciuto e non ce l’ha fatta a diventare vecchio. Il tempo, a quarantadue anni, gli è sfuggito via e lui non se n’è nemmeno accorto. Gary Coleman, che nessuno sa chi è se non fosse conosciuto da sempre con il nome di Arnold, era ricoverato da mercoledì scorso in un ospedale dello Utah, dopo essere stato aggredito da emorragia cerebrale, dicono sia caduto in casa battendo violentemente la testa, ma chi lo sa. È rimasto lucido fino a ieri mattina, poi è precipitato nel buio dal quale non è tornato più. I medici non hanno fatto in tempo, perché il tempo era la sua maledizione, nemmeno a intervenire chirurgicamente. Aveva già avuto un malore nel febbraio scorso durante le riprese della trasmissione televisiva The Insider, era il suo terzo ricovero in pochi mesi.
«What you talkin’ about, Willis», «Che cavolo stai dicendo, Willis», tormentone globale al confine tra gli anni Settanta e gli Ottanta, Arnold lo ha ripetuto per nove anni in 189 puntate, senza stancare mai, nella serie tv che gli Stati Uniti chiamavano: Different Strokes. Era il mio amico Arnold, guadagnava cento milioni delle vecchie lire a puntata, era ospite fisso alla Casa Bianca, era piccolo, nero e sbagliato ma aveva l’America ai piedi come un Obama bonsai. Era nato con una gravissima disfunzione ai reni, Arnold, i farmaci che dovevano curarlo lo avevano invece condannato a restare bambino per sempre, un adulto infine di un metro e quarantadue di altezza per trentotto chili di peso. Aveva avuto fortuna, ma per niente: i guadagni divorati dai genitori adottivi, due trapianti di reni falliti, la condanna quotidiana alla dialisi, lo sfascio familiare. E poi il lavoro, quello vero, lontano dalla gloria, mai grande abbastanza. Si è improvvisato venditore di auto di lusso, sorvegliante in un centro commerciale, ma ha perso anche quello, perché una tipa lo aveva preso in giro per quello che era stato e non era più, tre mesi con la condizionale di prigione per averla massacrata di botte. Pensare che voleva battersi invece con Arnold Schwarzenegger per diventare governatore della California. In prigione ci è finito di nuovo nemmeno un anno fa, per colpa della moglie, l’attrice Shannon Price, che l’aveva accusato di violenza domestica. Per riconciliarsi erano andati in tv, nel reality giudiziario Divorce Court. Reale e virtuale come tutta la sua vita.
E adesso, mai come adesso, si riparlerà della maledizione di Arnold, di Todd Bridges che nei guai con la legge c’è finito quando ancora era Willis, il fratellino di Arnold. Non solo droga ma anche detenzione abusiva di armi e di esplosivo. Venne arrestato per aver tagliato la gola a uno spacciatore di Los Angeles in una lite, lo salvò in extremis Johnnie Cochran, l'avvocato che ha evitato il patibolo a O.J. Simpson. O di Kimberly, Dana Plato, uccisa a 34 anni da un cocktail di Valium mescolato con un potente analgesico, il Loritab. La principessina d’America non era riuscita a farsi assumere nemmeno come custode di un bagno pubblico e piena di cocaina era finita in galera per aver rapinato un negozio di videocassette e falsificato le ricette mediche per procurarsi mille pastiglie di Valium: «Meno male che mi hanno arrestato perché sennò a furia di impasticcarmi di Valium sarei morta di overdose». Non si aspettava di rivedere Arnold così presto. Ma è sempre stato il tempo la sua maledizione.

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