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Le Freak c'est chic

Escono i racconti di Tod Robbins, con alcuni inediti. Sua la famosa storia del circo di "fenomeni" diventata film di culto nel 1932

Le Freak c'est chic

Un racconto del 1919, sino ad oggi inedito in Italia, firmato dallo scrittore Tod Robbins, pseudonimo di Clarence Aaron Robbins (18881949), figura appartata ma decisiva della narrativa weird e horror del primo Novecento. Oggi relativamente poco noto al grande pubblico, Robbins deve la sua fortuna soprattutto al racconto Spurs (1923), spesso riproposto con il titolo Freaks, da cui Tod Browning trasse il celebre film di culto del 1932, destinato a segnare in profondità l'immaginario del cinema e della cultura popolare. I racconti di Freaks in libreria dal 27 febbraio per la casa editrice Alcatraz, a cura di Jacopo Corazza e Gianluca Venditti, con traduzione dello stesso Venditti hanno avuto un ruolo molto significativo nell'immaginario narrativo statunitense, influenzando la letteratura, il cinema e la successiva tradizione dell'orrore psicologico. Le opere di Robbins, pubblicate su riviste pulp e in diverse raccolte, esplorano il grottesco, l'orrore mentale e la dimensione decadente, con particolare attenzione per l'alienazione, la deformità e le ossessioni che da sempre attraversano l'animo umano.

Il racconto più celebre della raccolta, Freaks, è ambientato in un circo itinerante e racconta la storia di Jacques Courbé, un nano che si innamora della cavallerizza Jeanne Marie. La donna lo sposa per interesse economico e lo umilia pubblicamente, ma Jacques si vendica in modo crudele e simbolico, ribaltando il rapporto di potere e mettendo in crisi ogni certezza morale. Il testo interroga radicalmente il concetto di mostruosità, mostrando come la vera deformità risieda spesso nella morale e nei comportamenti sociali, più che nel corpo. Il film Freaks del 1934- bandito in molti paesi in Inghilterra per oltre trent'anni e trasmesso dalla nostra televisione solo nei primi anni Ottanta- ispirato al racconto, contribuì a costruire il mito dell'opera, pur modificandone il messaggio e il finale, rendendolo più compassionevole e meno nichilista.

Oltre a Freaks, Robbins scrisse numerosi racconti horror e weird, caratterizzati da uno stile ironico e perturbante.

La sua opera rappresenta un anello di congiunzione tra il decadentismo e l'horror moderno, anticipando temi come l'emarginazione, il corpo come campo di conflitto sociale e l'ambiguità morale del mostro, figure destinate a diventare centrali nella cultura del Novecento. Per questi motivi, Tod Robbins è oggi un autore da riscoprire. Ne è un esempio il racconto L'urlo, che qui vi anticipiamo.

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