Chiude a tempo indeterminato il mega-parcheggio di Cornelia

L’Udc con Baccini lancia una sottoscrizione popolare. Finora il parking mai usato è costato 50 milioni di euro

Marcello Viaggio

Un pesce d’aprile in piena regola. Un tiro mancino che il sindaco Veltroni ha giocato ai residenti dell’Aurelia. La beffa, autentica però, è di quelle che lasciano il segno: la chiusura del megaparcheggio Cornelia a tempo indeterminato. E oggi, come ha annunciato il vicepresidente del XVIII municipio, Salvatore Petracca, l’Udc sarà in piazza a lanciare una sottoscrizione popolare di protesta. «Dopo ben tre false inaugurazioni di apertura dei sindaci Rutelli e Veltroni - si legge sul volantino diffuso in tutto il quartiere - oggi l’Udc inaugura “la chiusura” del parking costato ai romani 50 milioni di euro. Vergogna!».
All’appuntamento, fissato alle 16 in piazza Giureconsulti, prenderanno parte il ministro della Funzione pubblica Mario Baccini, candidato sindaco di Roma, e il segretario romano del partito, Massimiliano Fasoli. Il parcheggio, una struttura ipertecnologica di 7 piani interrati, un silos con ascensore idraulico interamente automatizzato, telecamere interne, due rampe controllate elettronicamente per entrare ed uscire, non è mai entrato realmente in funzione. È rimasto aperto solo per brevi periodi. «La colpa è dei costi esagerati che i cittadini avrebbero dovuto affrontare per pagare la sosta - denuncia Petracca - 1,55 euro le prime due ore, 0,77 euro le successive». La struttura realizzata davanti alla fermata della metro A, vicino al capolinea Atac, ha una capienza di 644 auto. Un parcheggio di importanza strategica, quindi. Il più grande d’Italia interamente automatizzato. Tutti si aspettavano, però, che funzionasse come parcheggio di scambio, ad una tariffa forfettaria per gli abbonati Metrebus, a vantaggio dei tanti pendolari provenienti da via Aurelia e via Boccea. Ma così non è stato. Le tariffe orarie della Sta sono state una doccia scozzese. Qualcosa hanno inciso pure gli spazi interni, inadatti ad auto moderne come jeepponi e fuoristrada. I ricavi della struttura, così, sono stati sempre al lumicino: zero euro nel 2003, 10mila euro nel 2004. La gente ha preferito tirare dritto e cercare soluzioni alternative.
A luglio 2005 l’ennesima chiusura dei cancelli del parking. A settembre la Sta alzava bandiera bianca, consegnando l’opera all’Intermetro. Dal 28 febbraio il parcheggio è chiuso. Una vera Caporetto per il Comune. Con decine di milioni spesi. Pochi giorni fa il Comune ha deciso di sbarrare la struttura con grossi parapedonali di acciaio. Forse per sempre. Per farlo il sindaco ha scelto una data emblematica: il 1° aprile. Un pesce d’aprile, sottolinea il volantino dell’Udc, che si rinnova da ormai 12 anni. Peccato che l’opera sia costata una somma che in lire, all’epoca, era di 70 miliardi. E con le modifiche successive è arrivata appunto ai 50 milioni di euro. Il testo della petizione chiede che il megaparking venga riaperto immediatamente e che funzioni a titolo di parcheggio di scambio gratuito.

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