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Ciclismo

Ciclismo, “Piga” studia da campione sulle strade del Lombardia

Il valtellinese della Visma spera di far bene dopo la vittoria al Giro dell’Emilia

Presente e futuro Piganzoli è tra i più promettenti ciclisti azzurri

L’Emilia l’ha conquistata dieci giorni fa, il Lombardia spera di farlo suo domani. Davide Piganzoli è il volto nuovo del ciclismo italiano, un ragazzo di soli 24 anni che da sempre ha le stimmate del predestinato, ma che si è preso i tempi necessari per dimostrarlo. C’è chi nasce pronto, come il fenomeno Pogacar, e chi, come Davide, è pronto a divertirsi dopo qualche anno di rodaggio. «Tadej non può essere preso in considerazione ci dice : lui è semplicemente un fenomeno. È tutto un altro mondo».

Parla bene il ragazzo, nato e cresciuto tra le montagne della Valtellina e alla sua prima stagione nella massima categoria (il World Tour, ndr). Parla bene e pedala ancora meglio. Il salto di qualità è arrivato quest’anno, dopo il passaggio dalla Polti di Ivan Basso alla Visma Lease a Bike di Jonas Vingegaard. «Sono contento di come sono cresciuto quest’anno ci spiega . Prima il Giro, per aiutare Jonas a vincere (Davide ha chiuso 8° in classifica generale, ndr), e poi il Tour, sempre al servizio di Jonas (Davide ha chiuso 14°, ndr). Poi ho vinto una tappa e la classifica generale alla Route d’Occitanie, a giugno, una crono e la generale al Giro del Lussemburgo e, dieci giorni fa, il Giro dell’Emilia. Quest’anno ho fatto davvero un salto di qualità incredibile». Cresciuto all’ombra di Ivan Basso, che ne ha sempre parlato come del vero talento della sua generazione, Davide ha sempre avuto come modelli Vincenzo Nibali e Peter Sagan, anche se, vivendo a San Marino, spesso si trova a fare il «Pantani» sulla «sua» salita. «Il Carpegna mi piace. È una salita che faccio spesso», ci conferma. Sogna il Lombardia, ma intanto si è preso l’Emilia. «Sul San Luca ero veramente distrutto, ma c’era tantissima gente che urlava il mio nome e la fatica si è come dissolta», ricorda. Piga ha scoperto la bicicletta quando aveva dieci anni. «In piazza a Morbegno c’erano delle piccole bici e un percorso da fare: io sono salito in sella e non volevo più scendere».

In bicicletta non è ancora un luminare, ma è chiaramente uno degli «studenti» più brillanti. A proposito, nel cassetto ha anche un diploma di perito elettronico e, quando non pedala, ascolta musica, in particolare i Pinguini Tattici Nucleari. Il suo amore? Margherita, la sua fidanzata, che sciava e adesso fa la maestra di sci nella sua Aprica. Restando in tema di margherita, adora la pizza. Forse potrà concedersela domani sera, dopo il Lombardia.