Vent'anni senza Alberto Sordi: le 5 interpretazioni indimenticabili

Il 24 febbraio del 2003 la scomparsa di uno dei più grandi attori del cinema italiano, punto di riferimento della commedia all’italiana (e del nostro Paese)

Vent'anni senza Alberto Sordi: le 5 interpretazioni indimenticabili

Sono trascorsi venti anni dalla morte di Alberto Sordi, venti anni senza uno dei più grandi interpreti della storia del cinema italiano. Quasi duecento film alle spalle, molti dei quali con i migliori registi del panorama nostrano: da Federico Fellini a Ettore Scola, passando per Mario Monicelli e Dino Risi, fino a Sergio Corbucci e Steno.

Sono trascorsi venti anni dall’addio all’”Albertone nazionale”, ma la sua impronta sulla cinematografia italiana è ancora palpabile, vivida. L’interprete capitolino è stato l’emblema della commedia italiana e meglio di tutti è riuscito a incarnare gioie e dolori del popolo. Alberto Sordi ha vestito i panni dell’italiano medio, incarnando abitudini, vizi e virtù senza mai fare sconti. Tanta gavetta e un talento unico: dalla mimica facciale alla gestualità, passando per l’incredibile versatilità. Andiamo adesso a ricordare le sue 5 interpretazioni indimenticabili.

I vitelloni (1953)

Tra le migliori prove attoriali di Alberto Sordi è impossibile non citare quella ne “I vitelloni” di Federico Fellini. Qui interpreta l’infantile Alberto, affiancato dall’intellettuale Leopoldo (Leopoldo Trieste), dal maturo Moraldo (Franco Interlenghi), dal giocatore Riccardo (Riccardo Fellini) e dal tombeur de femme Fausto (Franco Fabrizi). Una commedia irresistibile sulla vita di provincia, che nasconde un retrogusto amaro. Un vero e proprio cult la sequenza in cui Sordi spernacchia un gruppo di lavoratori…

Un americano a Roma (1954)

Pochi non conosco la scena in cui Alberto Sordi divora un piatto di spaghetti con un prologo iconico: “Maccherone, m’hai provocato e io ti distruggo!”. Sequenza contenuta in “Un americano a Roma” del 1954, regia di Steno. Una commedia all’italiana piuttosto semplice e grottesca – ma non priva di sfumature malinconiche – che accende i riflettori sull’ossessione italiana per il mito americano.

La grande guerra (1959)

Vincitore del Leone d’Oro alla Mostra di Venezia e candidato agli Oscar come miglior lungometraggio straniero, “La grande guerra” di Mario Monicelli rientra nell’elenco dei migliori film italiani sulla guerra, in questo caso la Prima guerra mondiale. Una commedia romantica che prende di mira la retorica patriottica e che pone l’accento sulla raggelante bravura di Alberto Sordi, qui affianco dal monumentale Vittorio Gassman.

Il vigile (1960)

Anni Cinquanta e Sessanta epoca d’oro per la commedia nostrana, di cui “Il vigile” è tra gli esponenti più importanti. Il film diretto da Luigi Zampa racconta la storia del disoccupato Otello Coletti che per caso riesce a farsi assumere come vigile motociclista. Grazie alla divisa ha l’occasione di vendicarsi delle prese in giro accumulate negli anni. Tra spunti geniali e gag classiche, un’altra interpretazione di spessore di Alberto Sordi.

Il marchese del grillo (1981)

Tra i ruoli più amati di Alberto Sordi troviamo sicuramente quello ne “Il marchese del Grillo” diretto ancora da Mario Monicelli.

Ambientato nella Roma di inizio Ottocento, l’opera che fa parte dell’epilogo della commedia all’italiana, in grado di fare sorridere ma anche riflettere lo spettatore. La battuta passata alla storia la conoscono anche i sassi: "Ah... mi dispiace. Ma io so' io... e voi non siete un cazzo!".

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