Ha un che di rincuorante sapere che Odissea sta sbancando ai botteghini. Ci fa sentire qualcosa di più rispetto ai pecoroni che tre anni fa, in piena estate, erano impazziti per il film di Barbie: il viaggio di Ulisse incassa 600 milioni di dollari al secondo week end di programmazione contro i 131 milioni intascati dalla rivisitazione in chiave Mattel di matriarcato e machismo.
E forse pecoroni lo rimaniamo lo stesso - sempre pronti a bere solo quello che ci viene versato nel bicchiere - ma almeno a questo giro ci dissetiamo con qualcosa di più costruttivo. Insomma, hanno vinto gli aedi dell’antica Grecia: una trama forte (fatta di luoghi, magia, ricerca e sentimenti) resiste nel tempo. Sia che sia narrata in esametri, sia che passi dalle mani di Christopher Nolan.
Negli Stati Uniti e in Canada il film ha raccolto quasi 90 milioni di dollari, mentre in Italia ha portato a casa 10,6 milioni di euro, in crescita del 6% rispetto al weekend di debutto. David Gross, analista che segue l’andamento delle uscite cinematografiche attraverso la newsletter FranchiseRe, ha osservato che capita una o due volte l’anno che un film debutti con forza e continui a correre per settimane consecutive. E Odissea rientra proprio in questa categoria.
Lascia ben sperare anche l’età media del pubblico: non tromboni nostalgici da liceo classico ma, udite udite, la Gen Z in persona: nel primo weekend, metà degli spettatori avevano tra i 18 e i 34 anni. Forse attratti dall’idea che il film fosse vietato ai minori, i giovani tutti-scrolling-e-monosillabi si sono chillati nelle sale per le quasi tre ore di epica hollywoodiana. Nota a margine: nelle sale c’erano anche i tromboni del classico e anche loro si sono gustati la versione pop del poema. Magari un po’ delusi dall’assenza della principessa Nausicaa che, ai tempi delle interrogazioni, era uno dei personaggi più affascinanti.
La Ulisse-mania ha risvegliato anche l’editoria. Il poema è stato ristampato in varie versioni: Blackie edizioni per i Classici liberati, ne ha proposto una versione in prosa con 500 illustrazioni, a dimostrazione che la storia è talmente magica e piena da poter essere letta come un romanzo. Mondadori ha puntato sull’edizione degli Oscar Clut e l’ha proposta come «chiave di lettura indispensabile per apprezzare il parallelismo tra la poesia classica e la scomposizione temporale di Nolan». Varie le versioni a fumetti, tra cui anche una con le figurine Panini. Insomma, le vendite in libreria sono aumentate del 76% già prima dell’uscita del film, scatenando una competizione tra decine di traduzioni e rivisitazioni. E poi c’è l’effetto social, con le «storie» nei panni di Penelope, Elena e Ulisse o con i selfie nei panni di improbabilissimi Matt Damon nei luoghi in cui è stato girato il film: Favignana, le isole Egadi, le isole Eolie e Ostia.
Il vero banco di prova per la tenuta di Odissea arriverà con il debutto, previsto per venerdì, di Spider-Man: sul grande schermo ci saranno ancora Tom Holland (che per Nolan è Telemaco) e, in tutt’altra veste, Zendaya (Atena).
