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Cinema

Festival di Venezia, al concorso il film Naza sulla “calcolata uccisione di massa di civili palestinesi”

Naza screenshot

A poco meno di una settimana dall’apertura della 83a edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, il concorso della kermesse si arricchisce di un nuovo titolo che concorrerà per la vittoria del tanto agognato Leone d’Oro. La Selezione Ufficiale della Mostra del Cinema 2026 era stata svelata a fine luglio durante la conferenza stampa presieduta da Alberto Barbera, direttore artistico del festival. Tuttavia, con la messa online del calendario delle proiezioni per il pubblico e per gli accreditati, era emersa la presenza di un ulteriore film in cartellone. Fino ad oggi, il lungometraggio era indicato solo come “film da annunciare” e di esso si sapeva solo che avrebbe fatto il suo debutto al pubblico il 10 settembre alle 17.15 in Sala Grande, la sala del Palazzo del Cinema al Lido di Venezia destinata alle anteprime mondiali dei film in concorso e dei titoli più importanti del fuori concorso.

Dopo giorni di supposizioni e previsioni, tra chi sperava di vedere il nuovo film di Tom Ford tratto dall’opera di Anne Rice e chi invece si aspettava il ritorno di qualche regista habitué del Lido di Venezia, finalmente è stato svelato il mistero. Il nuovo film in concorso è NAZA, diretto da Yuval Abrahm e Rachel Szor. Si tratta dei due registi che, insieme a Basel Adra e Hamdam Ballal, avevano diretto, montato e sceneggiato il documentario No other land, che nel 2025 si portò a casa il premio Oscar per il miglior documentario. No Other Land ripercorreva i quattro anni - dal 2019 al 2023 - in cui un gruppo di attivisti palestinesi cercava di opporsi alla distruzione di un villaggio per volere dell’IDF, le forze di difesa israeliane. NAZA, come si legge sul sito della Biennale di Venezia, che ha fatto l’annuncio, è un lungometraggio che torna a parlare della questione palestinese. Come si legge nella sinossi ufficiale, il nuovo film aggiunto alla Selezione Ufficiale del Festival di Venezia, è “girato di notte sui tetti di Tel Aviv” e “rivela in dettaglio i sistemi alla base della calcolata uccisione di massa di civili palestinesi da parte di Israele a Gaza”.

Il film è prodotto dalla testata The Guardian - i cui giornalisti saranno presenti, insieme al cast, durante l’anteprima - e da James Wilson per la JW Films. Produttore esecutivo è Jonathan Glazer, il regista che, con la produzione dello stesso Wilson, aveva realizzato La zona d’interesse. Tratto dall’omonimo romanzo di Martin Amis e vincitore del premio Oscar per il Miglior film internazionale, La zona d’interesse raccontava la storia di un comandante delle SS che è alla guida del campo di concentramento di Auschwitz e che vive, insieme alla moglie e ai figli, proprio accanto al campo di sterminio. Con l’aggiunta di NAZA al concorso della 83a edizione della Mostra del Cinema, la direzione artistica conferma un’attenzione alla politica internazionale e, nello specifico, alle condizioni di Gaza. Già l’anno scorso, infatti, in concorso c’era lo straziante La voce di Hind Rajab, film vincitore del Leone d’Argento e che raccontava la vera storia della bambina di 6 anni rimasta intrappolata in una vettura crivellata di colpi a Gaza, insieme ai cadaveri della sua famiglia, e che aveva chiamato i soccorsi in cerca di una salvezza che però non era mai arrivata.

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