La Festa del Cinema di Roma numero 21 si è aperta ieri nel segno del cinema italiano. Il presidente della Fondazione Cinema per Roma, Salvatore Nastasi, non ha nascosto infatti di aver voluto fortemente che il festival diretto da Paola Malanga aprisse con Il rumore delle cose nuove di Paolo Genovese proprio per dare un segnale forte sul nostro cinema. Ecco allora la storia corale, come piace al regista di Perfetti sconosciuti e Follemente, con tre coppie alle prese con le difficoltà della vita e accomunate da un desiderio di maternità e paternità diversamente sentito o vissuto. Infatti Andrea, che fa il fotografo (Stefano Accorsi), vorrebbe tanto un figlio da Andreina (Vittoria Puccini) che è medico di primo soccorso ed è però angosciata da quest’ansia di maternità.
Così lui deciderà di donare il seme per poi cercare di scoprire chi è il figlio, entrando nella vita di Viola (Claudia Pandolfi) sposata con Ralph (Lino Musella). Le informazioni le ottiene illegalmente dal violento Umberto (Edoardo Pesce) che fa il pagliaccio in ospedale per i bambini oncologici ed è sposato con Alba (Emanuela Fanelli) ingabbiata in questa relazione tossica. Lei fa le pulizie e va anche da Elio (Claudio Santamaria) in sedia a rotelle con cui nasce una profonda amicizia.
Il rumore delle cose nuove, prodotto con Rai Cinema da Lotus, società di Leone Film Group che ha un accordo con la Vice Pictures di Leonardo Maria Del Vecchio, dal 12 novembre nelle sale, è un film a incastri con un andirivieni di flashback che rendono la storia, tratta dall’omonimo romanzo del regista pubblicato nel 2023, molto scritta: «Mi interessava rispondere racconta il regista romano a una domanda semplice: quanto conosciamo davvero le persone che amiamo? Ho cercato di farlo seguendo le piccole crepe della quotidianità, perché spesso sono proprio le cose che non diciamo a fare più rumore».
Il tocco internazionale alla giornata di ieri è stato dato invece dalla sezione autonoma e parallela dedicata ai giovani (Alice nella Città) inaugurata da Susan Sarandon con il film di Zach Woods The Accompanist. L’attrice e attivista statunitense, che ha sparato a zero su Trump «privo di moralità», sulla pena di morte in tv annunciata dal Segretario di Stato (« Hegseth doveva essere strafatto»), ha ricevuto il Womenlands Excellence Award e, prima di raccontare del suo recente arresto a New York, davanti all’Onu, ha parlato con la segretaria del Pd Elly Schlein con cui ha concordato che «a Gaza ci sono troppe morti ed è giusto farsi arrestare».
