È morto a 95 anni Robert Duvall, uno dei volti più autorevoli della storia del cinema americano. Interprete di capolavori come Il Padrino e Apocalypse Now, Duvall ha attraversato oltre sessant’anni di carriera lasciando un’impronta profonda e inconfondibile nel modo di recitare davanti alla macchina da presa. Si è spento serenamente nella sua casa, come annunciato dalla moglie, Luciana Pedraza, che ha condiviso un messaggio toccante per ricordare non solo l’artista celebrato in tutto il mondo, ma anche l’uomo.
L’annuncio della moglie
La notizia della scomparsa è stata diffusa attraverso un messaggio pubblico della moglie. Duvall si è spento “serenamente a casa, circondato da amore e conforto”, ha scritto Pedraza, salutando il marito come “uno dei più grandi attori del nostro tempo”. Nel suo ricordo emerge un ritratto intimo, non solo l’attore premio Oscar, ma un uomo appassionato del suo lavoro, profondamente legato ai personaggi che interpretava, amante delle conversazioni a tavola e dei piaceri semplici della vita.
La famiglia ha inoltre fatto sapere che non si terrà alcuna cerimonia ufficiale. “Chi vorrà rendergli omaggio è invitato a farlo in modo coerente con lo spirito della sua esistenza, guardando un bel film, raccontando una storia tra amici o facendo un giro in auto in campagna per apprezzare la bellezza del mondo”.
Dalle origini ad Hollywood
Nato il 5 gennaio 1931 a San Diego, in California, Duvall si formò artisticamente dopo il servizio militare nella guerra di Corea. Nel 1955 entrò alla Playhouse School of Theatre di New York. Tra i suoi compagni di studi figuravano nomi destinati a diventare leggendari come Dustin Hoffman, con cui condivise anche un appartamento, Gene Hackman e James Caan. Da quel gruppo di giovani attori sarebbe nata una generazione capace di rivoluzionare la recitazione cinematografica americana, portando sullo schermo un realismo asciutto, intenso, lontano dai manierismi del passato.
Il mito de Il Padrino
Il grande pubblico lo consacrò nel ruolo di Tom Hagen, il consigliere della famiglia Corleone ne Il Padrino di Francis Ford Coppola. Accanto a interpreti come Marlon Brando e Al Pacino, Duvall costruì un personaggio misurato e intelligente, capace di rubare la scena senza mai eccedere. Il suo Hagen, freddo ma leale, divenne uno degli ingranaggi fondamentali dell’universo narrativo della saga. Non era il classico protagonista carismatico, né un “bello” hollywoodiano, la sua forza stava nella capacità di incarnare figure secondarie che finivano per imporsi con autorevolezza silenziosa.
L’icona di Apocalypse Now
Indimenticabile anche il tenente colonnello Kilgore in Apocalypse Now, sempre diretto da Coppola. Il suo ufficiale visionario e disturbante, amante del surf in piena guerra, è entrato nell’immaginario collettivo come uno dei personaggi più iconici del cinema del Novecento.Con quella interpretazione Duvall dimostrò ancora una volta la sua abilità nel dare corpo a figure complesse, sospese tra autorità, follia e umanità.
Le tante candidature all’Oscar
La consacrazione definitiva arrivò nel 1984, quando Duvall conquistò il Premio Oscar come miglior attore protagonista per la sua intensa interpretazione in Tender Mercies - Un tenero ringraziamento, diretto da Bruce Beresford. In quel film diede vita al personaggio di Mac Sledge con una misura e una profondità che riassumevano perfettamente la sua idea di recitazione, autentica e mai sopra le righe.
Quella statuetta rappresentò il punto più alto di un percorso già straordinario, costellato da ben sette candidature agli Academy Awards. Nel corso degli anni era stato infatti nominato per ruoli memorabili in Il Padrino, Apocalypse Now, Il grande Santini, L'apostolo, pellicola che scrisse e diresse personalmente, A Civil Action e The Judge.
Accanto ai riconoscimenti dell’Academy, Duvall collezionò nel tempo numerosi altri premi prestigiosi, quattro Golden Globe, due Emmy Award, uno Screen Actors Guild Award e un BAFTA. A questi si aggiunse anche il premio come miglior interprete alla Mostra del Cinema di Venezia, oltre a decine di altri riconoscimenti che testimoniano quanto la sua arte sia stata apprezzata dalla critica e dal pubblico internazionale.
Un attore che ha definito un’epoca
Il naturalismo ruvido e controllato di Duvall contribuì a definire lo stile recitativo della cosiddetta “New Hollywood”. La sua cifra era l’essenzialità, pochi gesti, sguardo intenso, voce calibrata.
Pur lavorando accanto a giganti come Robert De Niro, Clint Eastwood e Michael Douglas, riusciva spesso a catalizzare l’attenzione con interpretazioni di grande profondità. Quello che cercava era la verità dei personaggi. Ed è proprio questa ricerca “ostinata” dell’autenticità ad averlo reso un punto di riferimento per generazioni di attori.