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Città insicura, per Sala è complotto. E sui Giochi vigila un grande fratello

La centrale operativa della polizia locale puntata su eventi e impianti. Il sindaco mantiene le deleghe alla sicurezza, Mazzei verso la giunta

Città insicura, per Sala è complotto. E sui Giochi vigila un grande fratello
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"C'è l'opzione che tenga io la delega alla sicurezza. Ma è realizzabile solo se riesco a trovare una formula per essere supportato, perché non voglio rischiare di prendermi un carico che, emotivamente, può diventare pesante. Ho tanta voglia di lavorare e uno può dire: lo faccio. Ma il tema è delicato, e sta esplodendo in tutta Italia". Parola di Beppe Sala, che sul tema continua da avere una posizione molto ambivalente: mentre cerca di trovare la quadra sul mini rimpasto, che con le Olimpiadi alle porte non è più procrastinabile, dall'altro fa "il calimero" continuando a prendersela con la "cattiva narrazione" che viene fatta contro Milano. "Il nuovo assessore alla Sicurezza non è più rinviabile" fa pressing Ivan Scalfarotto di Italia Viva.

Sostanzialmente non avendo trovato un assessore alla sicurezza, la soluzione di compromesso concordata con la maggioranza potrebbe essere quella di mantenere le deleghe supportato da un super delegato o da un comitato di tecnici. Chiusa anche la casella del delegato ai giovani chiesto da Verdi + Europa, che arriva dal mondo civico. Pronto a entrare in giunta Marco Mazzei (Lista Sala), che aveva lavorato al piano sicurezza per le bici e che otterrebbe le deleghe a Quartieri e partecipazione, che significa le piazze tattiche, tema nelle sue corde, attualmente in capo all'assessora Gaia Romani.

E così il sindaco se la suona e se la canta: "La sicurezza è un enorme problema ma riguarda tutte le grandi città solo che Milano ha avuto per molto tempo lo stigma della città più insicura, anche se i problemi stanno venendo fuori ovunque". La ricetta di Sala? "Il problema va gestito dalla politica, che è composta da chi fa chiacchiere e chi ci mette la faccia. Noi stiamo lavorando e ci stiamo mettendo la faccia". Il riferimento è a una narrazione "cattiva" che tocca la sicurezza - "a chi parla di militari e poliziotti in arrivo ma non si capisce mai con quali numeri effettivi" - ma anche il caro vita, la città respingente e la mancanza di alloggi studenteschi. Mentre "noi abbiamo rafforzato la Polizia locale. Oggi le auto con equipaggi in strada sono triplicate rispetto a inizio mandato, oltre ai pattuglioni. E poi ci sono investimenti significativi (come la centrale Operativa) e continue assunzioni: arriveremo a fine mandato a 500 agenti in più. C'è da fare di più ma siamo qua per dimostrare che su questo tema c'è un impegno totale" conclude.

Il comandante dei vigili Gianluca Mirabelli rivendica le nuove forze in campo: "Abbiamo in strada 120 equipaggi mattina e pomeriggio cui si aggiungono 30 tra nuclei operativi e investigativi, 25 tutta la notte. I vigili ora sono in strada. In occasione delle Olimpiadi avremo 1500 agenti operativi nell'arco della giornata così saranno dedicati sei canaali radio alla gestione dell'evento".

La nuova centrale operativa ha 75 postazioni nelle sei sale operative e uffici di via Beccaria (sala radio, videosorveglianza, emergenze) e 22 nelle quattro sale operative e negli uffici di via Drago (Unità di crisi locale).

In via Beccaria sono presenti sei videowall: la rete integrata permette un monitoraggio continuo della città, sia nelle attività ordinarie sia durante le emergenze e i grandi eventi, tanto che in alcuni momenti sarà possibile monitare 62 luoghi in contemporanea. Il giorno dell'apertura dei Giochi le telecamere saranno puntate su San Siro, ma per gli eventi in simultanea nella città gli occhi elettronici si sdoppieranno.

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