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Bonus edilizi, nel 2026 verifiche fiscali più stringenti: soggetti e ambito dei controlli

Cosa cambia per i contribuenti tra verifiche fiscali e nuove regole di prudenza. Quali le agevolazioni confermate

Bonus edilizi, nel 2026 verifiche fiscali più stringenti: soggetti e ambito dei controlli
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Nel 2026 i bonus edilizi non scompaiono, ma cambiano volto. Da un lato restano in vigore le principali detrazioni per ristrutturazioni, risparmio energetico e sicurezza antisismica; dall’altro, però, il Fisco mantiene, e anzi rafforza, l’attività di controllo su quanto è stato fatto negli ultimi anni.

Un doppio binario che i contribuenti farebbero bene a tenere presente: chi programma lavori oggi deve conoscere regole e limiti delle agevolazioni, ma chi ha già usufruito dei bonus deve essere pronto a dimostrarne la correttezza.

Nessuna rivoluzione normativa, ma attenzione ai controlli

La Legge di Bilancio 2026 non ha introdotto grandi novità sul piano delle regole. Proprio per questo, però, l’Agenzia delle Entrate potrà concentrarsi sull’attività di verifica.

I controlli restano pienamente operativi su detrazioni Irpef e Ires indicate in dichiarazione, e crediti d’imposta utilizzati o ceduti tramite sconto in fattura.

L’assenza di nuove proroghe straordinarie, come quelle viste negli anni del Superbonus, segna il passaggio a una fase più “ordinaria”, ma anche più rigorosa.

Quali verifiche può effettuare il Fisco

I controlli possono muoversi su due livelli.

Il primo è quello automatizzato e documentale: incrocio dei dati, verifica di fatture, bonifici parlanti, asseverazioni e comunicazioni obbligatorie. Sono controlli che arrivano in tempi relativamente brevi e che possono sfociare in cartelle di pagamento.

Il secondo livello è più delicato: riguarda la sostanza dell’agevolazione. Qui il Fisco verifica se l’intervento era davvero agevolabile, se l’immobile aveva i requisiti richiesti e se il contribuente aveva titolo per accedere al bonus. Queste verifiche possono arrivare anche a distanza di diversi anni.

2026, anno particolarmente “sensibile”

Il 2026 rappresenta uno snodo importante per almeno tre motivi:

l’elevato numero di interventi realizzati dal 2020 in poi;

la complessità normativa che ha caratterizzato bonus e Superbonus;

il fatto che le prime annualità legate alla cessione del credito restano ancora pienamente verificabili.

In altre parole, molte operazioni considerate “chiuse” potrebbero tornare sotto la lente dell’Amministrazione finanziaria.

Non solo contribuenti: chi può essere interessato dai controlli

Il beneficiario del bonus resta il primo responsabile, ma non è l’unico soggetto esposto. In caso di irregolarità possono essere chiamati in causa anche:

i tecnici che hanno asseverato;

le imprese che hanno applicato lo sconto in fattura;

i soggetti che hanno acquistato i crediti.

La normativa prevede infatti forme di responsabilità solidale quando emergono comportamenti connotati da dolo o colpa grave.

Recupero dei crediti e sanzioni: il rischio maggiore

Il punto più critico resta il recupero dei crediti d’imposta ritenuti inesistenti. In questi casi il Fisco può intervenire anche a distanza di molti anni, chiedendo la restituzione delle somme e applicando sanzioni molto elevate.

È per questo che la conservazione della documentazione diventa essenziale: fatture, permessi, asseverazioni, comunicazioni Enea e ogni atto collegato ai lavori andrebbero archiviati con estrema cura, anche oltre i termini ordinari (10 anni).

Il quadro degli incentivi nel 2026, in sintesi

Nel 2026 il quadro dei bonus edilizi si semplifica: restano le agevolazioni “ordinarie”, ma con regole più rigide e senza più eccezioni straordinarie. Bonus ristrutturazioni, Ecobonus e Sismabonus continuano ad applicarsi con il meccanismo del doppio binario, che prevede la detrazione al 50% per gli interventi sull’abitazione principale effettuati dal proprietario (o da chi ha un diritto reale sull’immobile), e al 36% negli altri casi, comprese le seconde case, entro il limite di spesa di 96mila euro.

È confermato anche il Bonus mobili, con detrazione al 50% su una spesa massima di 5mila euro, purché collegato a un intervento edilizio agevolato. Escono invece definitivamente di scena il Bonus barriere architettoniche al 75% e il Superbonus ordinario, che sopravvive solo in contesti eccezionali legati agli eventi sismici.

Resta inoltre il

vincolo dei tetti di detrazione legati al reddito e alla composizione del nucleo familiare, un elemento che impone valutazioni preventive sempre più attente prima di avviare i lavori.

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