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Pompa di benzina, questo bollino ti evita le truffe al distributore

Ci sono dei segnali da valutare all'esterno della colonnina per capire se è tutto a norma

Pompa di benzina, questo bollino ti evita le truffe al distributore
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Il timore di essere raggirati anche mentre si fa rifornimento di carburante, specie ora dinanzi all'ennesima impennata dei prezzi, accomuna numerosissimi automobilisti italiani: per essere certi che la quantità erogata dalla pompa sia corretta e congrua rispetto a quanto andremo a pagare, è sufficiente cercare un piccolo adesivo che in genere viene applicato sulla colonnina.

Su ogni impianto a norma è infatti presente una specifica etichetta adesiva: questo marchio attesta che il macchinario ha superato i controlli metrici regolari previsti dalla legge. La presenza del contrassegno garantisce che l'erogazione di benzina o diesel sia precisa e certificata, proteggendo il portafoglio degli utenti da possibili anomalie.

Ad essere determinante ai fini di un'ispezione preventiva da parte del conducente è il colore dell'adesivo. Il verde è indice di garanzia, e certifica la totale regolarità della colonnina, confermando che la pompa ha superato i controlli di misurazione: nel bollino è indicata chiaramente anche la data della successiva revisione che il macchinario dovrà superare per poter essere ritenuto nuovamente a norma.

Qualora il colore dell'etichetta adesiva sia rosso, ciò significa che la pompa ha fallito i test metrici: dinanzi a una situazione del genere, il gestore deve immediatamente disattivare l'erogatore fino al momento in cui esso non sarà riparato e sottoposto a una nuova valutazione qualitativa. Se la pompa in funzione ha l'adesivo rosso oppure non reca su di sé alcun contrassegno, questo è un segnale di pericolo di truffa

Le verifiche metriche sulle colonnine avvengono con cadenza biennale per assicurare la perfetta corrispondenza tra la spesa effettuata e i litri erogati. Di questa procedura si occupano specifici enti accreditati che operano su base nazionale, vigilati direttamente dalle Camere di Commercio locali per analizzare ogni singola componente dell'impianto.

La fase pratica del test prevede l'erogazione del combustibile all'interno di appositi recipienti graduati, e si effettua una prova testando il flusso sia alla minima che alla massima potenza per valutare eventuali discrepanze a seconda del caso. Con questo semplice sistema gli ispettori sono in grado di valutare se il computo del macchinario corrisponde al livello di riempimento della tanica: nel controllo è tollerato per legge un margine di errore estremamente limitato che in Italia e nell'UE è di ± 0,5% (o 5 per mille) rispetto alla quantità indicata sul display.

Se all'esterno la qualità del controllo è data dall'adesivo, all'interno essa è garantita da sigilli metrici di sicurezza apposti nelle parti che regolano l'erogazione del carburante: questi sono realizzati in materiale anti-manomissione che si deteriora irrimediabilmente in caso di distacco, impedendo a chiunque di regolare il misuratore a proprio favore.

Qualora, per via di una riparazione, sia necessario rompere i sigilli, il tecnico ne deve apporre di temporanei una volta concluso il suo lavoro, e il gestore ha il dovere di chiedere la nuova verifica entro e non oltre i 10 giorni dall'intervento

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