Modernizzare la pubblica amministrazione non significa solo includere l'intelligenza artificiale nei processi, ma anche e soprattutto puntare sulle nuove generazioni. Il Pnrr ha sicuramente aiutato in questo senso e oggi la Pa gode di un organico di più di 3 milioni di dipendenti, con la concreta prospettiva di superare la soglia dei 3,4 milioni entro la fine dell'anno, il tutto trainato da un flusso di ben 214mila nuovi ingressi che portano il tasso di ricambio a un solido 1,25. A cambiare radicalmente, specchiandosi negli obiettivi di efficienza prefissati, è l'identikit del personale: gli addetti under 30 sono letteralmente balzati in avanti del 33% in un solo anno, passando da 157,9 mila a quasi 210mila, mentre i laureati rappresentano ormai la maggioranza assoluta toccando il 59% del totale. Questa spinta verso le alte competenze è supportata da uno sforzo formativo senza precedenti.
Il quadro di forte salute occupazionale trova una sponda immediata nelle ultime «Prospettive sull'Occupazione 2026» presentate a Parigi dall'Ocse, che posizionano l'Italia in una felice controtendenza rispetto alla frenata generalizzata della zona euro.
Nel nostro Paese la disoccupazione è scesa al livello minimo storico del 5%, segnando un calo di 1,5% nell'ultimo anno, mentre il tasso di occupazione ha parallelamente toccato il picco record del 62,8% nel primo trimestre dell'anno.