Ogni area della Lombardia ha una sua vocazione produttiva ed economica ed eccelle in determinati settori. Oggi però, tra tensioni geopolitiche e grandi trasformazioni tecnologiche, per rafforzare la competitività delle filiere è necessario coinvolgere tutti gli attori del territorio, mettendo in rete imprese, università, centri di ricerca, istituzioni ed enti di formazione. Partendo da questa consapevolezza, la Lombardia è stata la prima regione a mettere in campo una strategia autonoma di politica industriale introducendo le Zis, le Zone di Innovazione e Sviluppo con cui valorizzare ancora di più tutti gli ecosistemi già esistenti. Uno strumento pensato per esaltare gli ecosistemi territoriali e metterli in connessione stabile tra loro. Regista dell'operazione è l'assessore lombardo allo Sviluppo Economico Guido Guidesi, convinto che le Zis serviranno da un lato ad attrarre investimenti e competenze e a far emergere nuove progettualità innovative. Dall'altro, potranno diventare motore di sviluppo per i territori, favorendo la nascita di nuove imprese, il consolidamento di quelle esistenti, la creazione di occupazione qualificata e rafforzando i processi
di internazionalizzazione delle filiere produttive, sia in entrata sia in uscita. Politicamente, quella della Lombardia è anche una risposta strategica alle Zes, le Zone economiche speciali messe in campo dal governo per sostenere le Regioni del Mezzogiorno. Pur non potendo contare sulle stesse leve fiscali dei competitor europei, la Regione prova a giocare d'anticipo con le Zis potenziando le proprie filiere per renderle uniche e riconoscibili a livello nazionale e internazionale. Come quella della siderurgia nel Bresciano, dove viene sfornato quasi un terzo dell'acciaio prodotto a livello nazionale, o il distretto della meccatronica nella Bergamasca che conta quasi 3mila imprese. Ma anche i comparti della chimica, della farmaceutica e delle Life Sciences nel Milanese, il settore tessile della provincia di Como e Varese, la microelettronica a Pavia, l'aerospazio a Varese e la filiera del legno-arredo nella provincia di Monza e Brianza, con esportazioni ogni anno da oltre un miliardo di euro. Ogni territorio ha la sua specificità. Con le Zis l'obiettivo della Lombardia è favorire la circolazione della conoscenza mettendo a sistema tutte le varie specializzazioni. Per accompagnare questo percorso, la Regione ha messo a disposizione una struttura
dedicata. I vari soggetti pubblici e privati possono partecipare a una manifestazione d'interesse creando un partenariato e un masterplan condiviso. Con il supporto della Regione verrà poi messo a punto un piano strategico personalizzato con il riconoscimento della Zis. Possono partecipare le imprese, le startup, le fondazioni, le Province e i Comuni, le Camere di commercio, le università, i centri di ricerca, gli enti di formazione e tutti gli attori che concorrono alla crescita di un territorio, con contributi regionali che vengono erogati a fondo perduto per avviare i progetti.
Con l'apertura di una prima finestra, sono già arrivate quattro candidature per creare eco-sistemi sull'intelligenza artificiale, sulla meccatronica, sull'agroindustria e sull'ingegneria biomeccanica per l'health care. Con le Zis la Lombardia prova a cambiare approccio, superando la logica dei bandi a pioggia: non più interventi frammentati, ma una visione sistemica basata sulla collaborazione e sulla condivisione delle competenze.