Colorado, Missouri e Minnesota Nuova tappa delle primarie Usa

Per la prima volta si vota simultaneamente in più di uno Stato. Romney in vantaggio in Colorado. Santorum può conquistare il Minnesota, dove la componente conservatrice è molto forte. Newt Gingrich appare in difficoltà. Ma la corsa è ancora lunga: per ottenere la nomination servono 1.144 delegati, Romney sino ad ora ne ha raccolti 135

Colorado, Missouri e Minnesota Nuova tappa delle primarie Usa

Prosegue la corsa delle primarie repubblicane negli Stati Uniti. Oggi si vota in tre stati: Colorado, Minnesota e Missouri. E' un appuntamento molto importante soprattutto per una ragione: per la prima volta si vota, simultaneamente, in più stati. Per i sondaggi Romney è avanti in Colorado (quattro anni fa l’ex governatore del Massachussets vinse con un ampio vantaggio) ma negli altri due stati potrebbe esserci la sorpresa Santorum. L'ex senatore della Pennsylvania viene dato in ripresa in Minnesota e Missouri. Nel primo stato, dove la componente ultraconservatrice è molto forte, Santorum viene dato addirittura in vantaggio su Romney. Anche in Missouri dovrebbe essere forte il voto evangelico, che potrebbe favorire il cattolico che ha ricevuto il sostegno della destra cristiana (leggi gli ultimi sondaggi).

Gingrich in difficoltà

Notizie non buone - secondo i sondaggi - per Newt Gingrich: l'ex speaker della Camera, tra l'altro, non partecipa alla competizione in Missouri. L'altro candidato, il libertario Ron Paul, dopo il terzo posto in Nevada vuol provare a riprendere il volo e per farlo punta soprattutto sui caucus in Colorado e Minnesota.

La corsa è ancora lunga

Per ottenere la nomination del partito repubblicano bisogna conquistare 1144 delegati. Romney sino ad ora ne ha raccolti 135. Da questi numeri si capisce subito che la corsa è ancora lunga. I delegati vengono assegnati prevalentemente con il metodo proporzionale, dando così ai candidati - che non hanno possibilità di vittoria - la speranza concreta di poter influenzare la convention di Tampa. Qualcuno - e gli occhi sono puntati su Ron Paul - starebbe pensando proprio a questo: mettere in cascina un bel gruzzolo di delegati e, alla convention, far sentire, forte, la propria voce, riuscendo a strappare qualcosa d'importante. L'appuntamento più importante resta quello del Super martedì, il 6 marzo: si voterà in 10 stati contemporaneamente, con 437 delegati in palio. E' lì che vuole arrivare Gingrich, puntando soprattutto sugli stati del Sud. Potrebbe anche finire con un "pari e patta", in termini numerici. E in quel caso Obama, ancora una volta, si fregherebbe le mani.

Commenti