Comizio in piazza e tè coi nonni Gli strani modi di farsi pubblicità

Comizio in piazza e tè coi nonni Gli strani modi di farsi pubblicità

Sui modi suggestivi e talvolta surreali di fare campagna elettorale c’è anche chi ha scritto un libro, per le prossime regionali liguri impossibile arrivare a tanto anche se modi curiosi di pubblicizzare la propria candidatura non stanno mancando. Perché tra tanti volti, persone, simboli, qualche cosa per distinguersi bisogna pur inventarlo. E se non bastano gli slogan si va oltre. C’è chi torna indietro nel tempo come Gianni Plinio che sta girando con il suo furgoncino in lungo e in largo per la provincia di Genova. Fa suonare l’inno d’Italia e sosta nelle piazze dei paesi dell’entroterra dove, accompagnato dall’amico e senatore Giorgio Bornacin, posteggia il pulmino, prende il microfono in mano e comincia a parlare anche se la gente non si avvicina. Perché oltre le finestre, dietro le persiane che rimangono chiuse come nei negozi, ascolta comunque. Anche perché chi è seduto su una panchina o passeggia per la strada non può non sentire l’incisiva voce del candidato del Popolo della Libertà che a fare politica iniziò in altri tempi e con altri mezzi, e a quel modo di fare campagna elettorale è rimasto affezionato.
Se Plinio cerca di riempire le piazze dei paesi, c’è un altro candidato che vorrebbe far straripare le sale del cinema. Andrea Cambiaso, candidato della Lista civica per Biasotti presidente, si è addirittura trasformato in «bigliettaio» del cine club Nickelodeon nel centro di Genova. La domenica sera è il suo turno, sveste i panni quotidiani e ne indossa altri atipici. Stacca un biglietto, staccane un altro chissà che qualcuno non colleghi il suo volto a quello che compare sui manifesti elettorali sparsi per la città.
Sempre della Lista civica per Biasotti presidente è Lorenzo Pellerano giovanissimo consigliere municipale del Centro est che si misura in questo test regionale e che nella competizione è aiutato da tanti under 30. Ma la cosa più curiosa che ha fatto è stato radunare tutti i nonni dei suoi amici per un thè delle cinque per chiacchierare e confrontarsi anche sui temi degli anziani.
Poi ci sono i candidati più sfortunati e meno esperti che si erano affidati agli attacchini ma hanno dovuto provvedere da soli ad incollare i manifesti negli spazi elettorali: è il caso di Stefania Castagnino, architetto e candidata di Gente d’Italia rimasta «fregata» dagli attacchini che aveva arruolato: «Chi si era impegnato ad attaccare i miei manifesti improvvisamente mi ha detto di non poterlo più fare. Prima un giorno, poi l’altro... e alla fine ho scelto il metodo migliore: il fai da te».

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