Cronache

Il Comune butta milioni nel piazzale dei rom

Il Comune butta milioni nel piazzale dei rom

Circa 2 milioni di euro è la cifra che il Comune di Genova ha pagato fino ad oggi per mantenere in vita i giardini Cavagnaro con annessi campi nomadi, carcasse d'auto e qualche migliaio di sudamericani.
Una montagna di denaro che, vista l'attuale situazione ma soprattutto il malcontento e il degrado che regnano fin dal 1996, forse sarebbero potuti essere spesi decisamente meglio.
Una copertura del Bisagno voluta dall'allora giunta Sansa per rendere meno amaro il boccone mandato giù dagli abitanti a causa del brutto impatto dell'uscita autostradale di Genova est. Era il 1996 (le polemiche iniziarono 2 anni prima) quando Comune di Genova e Circoscrizione di Staglieno decisero la costruzione dei giardini per creare un polmone di verde per gli abitanti del posto costretti altrimenti, a causa dell'alta densità di traffico, a rimanere chiusi in casa.
Una brillante idea accettata e condivisa da tutti, soprattutto dalla gente che fin dai primi giorni si riversò in massa all'interno dei giardini, isolandosi completamente dalle migliaia di auto che giravano intorno a loro. Ma la favola dell'oasi felice durò soli pochi mesi infatti, dal 1996 ad oggi, i problemi sono aumentati a dismisura e il risultato è evidente: manifestazioni e proteste a non finire affinché i giardini ritornino come una volta di tutti e non, come adesso, terra di nessuno (italiano) in mano ai sudamericani che bevono, giocano a pallone, contemporaneamente spacciano droga e che di fatto, la fanno da padroni. I costi a carico del Comune sono molto elevati.
La manutenzione del verde da parte di Amiu e quella di mantenimento e ripristino periodico da parte dell'Aster costa oltre 40 mila euro all'anno i quali, moltiplicati dal 1996 ad oggi (anche considerando il cambio da lira a euro) fanno la bella somma di quasi 600 mila euro. Ma la cosa più curiosa che abbiamo scoperto e che lascia perplesse parecchie persone e qualche politico, è il canone di affitto che Palazzo Tursi paga alla società autostradale per quell’area: circa 35mila euro annui, cioè altri 600mila euro usciti dalle casse comunali che sommati ai precedenti fa 1 milione 200 mila euro. Per essere più precisi possibile poi, aggiungendo i circa 15-20 mila euro che il Municipio destina da quasi 7 anni alle associazioni di volontariato impiegate proprio all'interno dei giardini per favorire l'integrazione fra italiani e sudamericani, la cifra aumenta. Mara Leoni, funzionaria del Comune e responsabile dei servizi educativi svolti ai giardini spiega: «Il nostro è un lavoro invisibile, che non si vede, i nostri giovani lavorano tra la gente per cercare d'integrare loro e italiani, una rete ipotetica per legarli fra loro».
Un costo aggiuntivo di 150 mila euro. Ironizza e punge Domenico Morabito, consigliere centro destra del municipio: «Progetti, impegni e promesse talmente invisibili che nessuno è in grado di vedere, ma tali però, da riuscire a quantificare quanti soldi hanno speso i genovesi per realizzare un totale fallimento». Ne valeva la pena? Se lo chiedono anche parecchi consiglieri di destra e sinistra che così commentano le parole di Scidone circa la mancanza di mezzi e risorse umane per contrastare i continui fatti di cronaca: «Se spendono 200mila euro l'anno per mantenere il posto al sole agli stranieri, non saranno certo 2 auto dei vigili in più a mandare in fallimento le casse comunali!».
Una telenovela intricata, resa ancor più enigmatica dalla dichiarazione di Pissarello del 13 maggio scorso: «Entro giugno verrà elaborato un progetto di nuovo utilizzo, dichiarava il vicesindaco, per riportare la piastra alla sua antica funzione». Appunto: antica funzione. Nel frattempo però, sono passati 14 anni e un fiume di soldi.

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