«Controlli più severi, e pugno di ferro con chi sgarra»

Le case in via Magolfa vendute a prezzi di mercato invece che affittate a canoni agevolati. Le case di via Savona affittate a gente con cognomi importanti. Ma Carlo Masseroli, assessore all’Urbanistica, non ha dubbi: la strada per dare una risposta alla fame di abitazioni a prezzi ragionevoli resta l’edilizia convenzionata. Ovvero: il Comune dà le licenze edilizie in cambio di una quota di alloggi a prezzi calmierati.
Vuol dire che non costruirete più case popolari?
«Esatto. Il Comune non è una immobiliare. E l’esperienza dei quartieri popolari ha generato dei ghetti».
E chi non ha i soldi per comprarsi una casa a quattromila euro al metro o per affittare un bilocale a mille euro al mese?
«Edilizia convenzionata. Vuol dire che chi vorrà costruire sulle aree di cui modificheremo la destinazione d’uso, avrà un indice di edificabilità dello 0,65, ma dovrà riservare il 20 per cento alle fasce deboli. Dove l’indice di edificabilità salirà fino a 1, la quota riservata salirà fino al 35 per cento. In questo modo, nei prossimi anni metteremo sul mercato circa 30mila alloggi a prezzi agevolati».
Questo sistema esiste già, e non ha dato bella prova di sé. I prezzi calmierati non si sono visti, oppure le case sono finite ai soliti raccomandati.
«Questo è accaduto perché le convenzioni non stabilivano con precisione i prezzi, e non indicavano a quali categorie si dovesse attingere per individuare gli inquilini destinatari di questi appartamenti. Le nuove convenzioni invece saranno estremamente dettagliate».
Però l’esperienza fatta finora dice che i furbacchioni ci sono sempre.
«Controlli a tappeto non se ne possono fare. La mia ricetta è: controlli a campione, e per chi sgarra sanzioni durissime».
Quindi nei grattacieli di Citylife ci finiranno anche coppie di precari e pensionati della minima.
«Io cerco di non avere un approccio ideologico, e quindi non mi sembra grave se ci saranno alcuni contesti in cui la regola della quota sociale non si applica: la riqualificazione della vecchia Fiera ha già dato una contropartita a tutta la città, che è la nascita del nuovo polo. Ma si tratta di una eccezione».

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