«Così a pochi minuti dal sì mi sono accorto del trucco»

MilanoQuando celebri l’unione di sessanta coppie all’anno, ne vedi davvero di tutti i colori. E nel giro di un minuto impari a capire se il matrimonio sarà felice o se è destinato a fallire. Enrico Fedrighini, consigliere comunale a Milano, ha sviluppato una specie di radar. Al giovedì pomeriggio indossa la fascia tricolore e celebra le cerimonie. Una, di sicuro, non se la scorderà mai. A pochi minuti dal sì, si è accorto del trucco.
Fedrighini, ci racconta del matrimonio fasullo?
«Lo scorso luglio stavo per sposare due giovani stranieri: 26 anni lui, egiziano, e 34 anni lei, romena».
Si è accorto subito che non si trattava di una vera coppia?
«No, fossero stati un giovane con un’anziana avrei sospettato qualcosa, ma inizialmente tutto sembrava filare liscio».
Non erano freddi?
«Macché, si guardavano spesso negli occhi, sembravano innamorati, sorridevano. Come le coppie che si sposano sul serio».
E poi?
«Poi ho chiesto se volevano la comunione dei beni o no. Loro mi hanno risposto, un po’ incerti, di sì. Ma il presunto testimone della sposa ha cominciato a urlare».
Cosa diceva?
«Con accento romeno, mi urlava “No, no, tu separa”. Voleva a tutti i costi la separazione dei beni».
Era un parente della ragazza?
«No, alla fine abbiamo scoperto che era un falso testimone che organizzava i matrimoni a pagamento».
Che fine ha fatto?
«Era irregolare, credo sia stato espulso da un pezzo. Prendeva qualcosa come cinquemila euro a cerimonia».
Lì per lì cosa è successo?
«Mi sono allontanato e ho chiamato subito il vicesindaco. Non volevo insospettire la falsa coppia, né creare parapiglia. A Palazzo Dugnani quel giorno aspettavano di sposarsi anche altri giovani».
È arrivata la polizia?
«Dopo poco sono arrivati due agenti della polizia municipale che hanno preso da parte gli “sposin” e i testimoni e hanno controllato i documenti a tutti. Da lì è venuto fuori che era tutto combinato».
Capitano spesso episodi del genere?
«No, ormai la metà dei matrimoni a Milano sono tra stranieri, ma tutti in regola, nella piena legalità».
Ogni tanto le viene qualche sospetto sull’autenticità della coppia che ha di fronte?
«Se la differenza di età è molta, si capisce che c’è qualcosa che non va».
Le è successo di scoprire qualche altro trucco?
«Non a me direttamente. Ma c’è stato un periodo in cui a Milano continuavano a presentarsi giovani egiziani per sposarsi con signore di una certa età, tutte residenti in un paese vicino a Crema. Dopo l’ennesimo episodio, è venuto fuori l’inganno».
E la sorpresa più grossa?
«Quando ho celebrato le nozze di un vecchio amico che si era separato ma ha deciso di risposare la ex moglie».

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