Crisi, anche il Portogallo verso il declassamento Bund decennali ai minimi: Borse europee a picco

C'è il timore che il pacchetto di aiuti da 110 miliardi non basti a salvare la Grecia. Moody’s minaccia un nuovo declassamento del Portogallo. Euro più debole. Bund decennali ai minimi storici

Crisi, anche il Portogallo verso il declassamento 
Bund decennali ai minimi: Borse europee a picco

Bruxelles - C'è il timore che il pacchetto di aiuti da 110 miliardi non basti a salvare la Grecia e che il baratro sia difficile da arginare, rischiando di trascinare altri paesi a rischio, Portogallo e Spagna in primis. Tutti i mercati finanziari sono in fibrillazione. A preoccupare tutti non è solo la fortissima crisi della Grecia ma anche i modi con i quali si cerca di arginarla. I rendimenti dei titoli di stato tedeschi, i bund decennali, sono scesi al 2,84% e ai minimi storici. L'euro è sempre più debole dopo la decisione di Moody’s di mettere sotto revisione il rating del portogallo in vista di un possibile se non probabile downgrade. La divisa comune viene ora scambiata a 1,2808 dollari, il livello più basso dal marzo 2009.

Portogallo verso il declassamento L’agenzia di rating Moody’s minaccia un nuovo declassamento del Portogallo. La stessa agenzia ha avvertito che il declassamento potrebbe essere di uno o anche due livelli, dall’attuale Aa2 di cui gode Lisbona. L’outlook per il debito portoghese rimane negativo, una decisione definitiva sul rating sarà presa entro i prossimi 3 mesi. Lo scorso 27 aprile un’altra agenzia di rating, la Standard & Poor’s, aveva declassato il Portogallo facendolo scendere da A+ a A-.

Contagiata anche la Spagna Il rendimento dei titoli di stato spagnoli a dieci anni sale al 4,15% e lo spread, il differenziale con i bund, i corrispondenti titoli di stato tedeschi, tocca il record storico dall’introduzione dell’euro a 130 punti base. Non bastano quindi le rassicurazioni di Olli Rehn, il commissario europeo agli Affari economici, che ha duramente respinto le voci di mercato sulla necessità di aiuti finanziari alla Spagna, definendole "false". Ieri queste ipotesi, già categoricamente smentite dal premier Jose Luis Zapatero, combinate ai timori sulle ristrutturazioni delle casse di risparmio regionali - su cui oggi maggioranza e opposizione si sono affrettate a siglare una intesa - avevano accentuato i ribassi della Borsa di Madrid, che aveva chiuso con un crollo del 5,41 per cento. 

I mercati vanno a picco Un’altra giornata nera e un nuovo tonfo delle borse degli "anelli deboli" di Eurolandia, con Atene che affonda ancora e con cali accentuati anche per le borse di Spagna e Portogallo, mentre le altre piazze finanziarie europee registrano cali inferiori. Sull’umore del mercato pesano i rinnovati timori sulle prospettive dei paesi considerati a rischio nell’area euro sui conti pubblici. A cominciare dalla Grecia, dove oggi sono degenerati gli scontri di piazza allo sciopero generale dei sindacati contro le nuove misure di austerità decise dal governo per ottenere gli aiuti di Ue e Fmi. Hanno provocato tre morti nell’incendio appiccato ad un edificio. Dopo una mattinata all’insegna della volatilità, con tentativi di moderati rialzo, la piazza di Atene è caduta ancora chiudendo a -3,91% dopo che martedì l’indice Athex aveva perso un altro 6,68%.

Wall Street risente dell'effetto Grecia Anche gli Stati Uniti risentono della crisi che sta contagiando il Vecchio Continente. Wall Street apre in calo per i timori che la crisi greca possa attecchire in altri paesi. Il Dow Jones, che cede dello 0,58% a 10.863,81 punti, non trae beneficio dell'outlook sull'occupazione nel settore privato non agricolo in crescita ad aprile di 32mila unità.Automated data processing (ADP), società specializzata nella gestione in outsourcing delle risorse umane, rivede la statistica in rialzo: da un declino di 23.000 unità ad un aumento di 19.000 posti di lavoro.

Merkel: "Aiuti necessari" La "lezione" della crisi greca ci dice che il patto di stabilità che regola l’andamento del deficit e del debito nell’Unione europea va cambiato. A dirlo è il cancelliere tedesco, Angela Merkel, intervenendo davanti al parlamento in difesa degli aiuti ad Atene. "Il compito del mio governo - dice la Merkel - e di tutti i membri del Parlamento oggi è di assicurare la fedeltà a questo patto, di difenderlo e di svilupparlo ulteriormente, come lezione di questa crisi". In gioco futuro Europa Gli aiuti alla Grecia sono necessari perché "ne va del futuro dell’Europa e del futuro della Grecia in Europa". Così la Merkel ha difeso il piano di sostegno ad Atene, assicurando che nessuna decisione sugli aiuti alla Grecia sarà presa senza la Germania o contro la Germania. "La chiave per superare la crisi è con la Grecia", ha aggiunto la Merkel, per la quale l’Europa "si trova a un bivio".  

Fitoussi: "L'Italia non rischia il contagio" L’eocnomista francese Jean-Paul Fitoussi non crede che l’Italia possa trovarsi a breve termine nella posizione di Grecia, Spagna o Portogallo: "Non ha il problema di uno squilibrio dei suoi conti, sia per via del suo alto tasso di risparmio che del fatto che non ha un disavanzo delle partite correnti". Fitoussi ha ricordato come l’Italia abbia presentato nel 2009 un deficit assai più basso degli altri paesi europei anche "per la mancanza di un pacchetto di stimolo" davanti alla crisi finanziaria globale. Una scelta sulla quale, ha ammesso, «"ero critico ma oggi ho cambiato opinione: Tremonti aveva ragione a non fare un piano di rilancio" come quelli che hanno aperto voragini nei conti pubblici degli altri paesi.

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