Crisi, il Pd: "Tassare i ricchi per allungare la cig"

La proposta del Pd: una tassa su quanti hanno un reddito superiore ai 200mila euro, per reperire le
risorse necessarie a coprire l’allungamento dai 12 ai 24 mesi
della cassa integrazione guadagni. Ma Cazzola (Pdl) frena: "No ai colpi di mano, verificare l’idoneità delle coperture"

Roma - Una tassa sui ricchi, su quanti cioè hanno un reddito superiore ai 200mila euro, per reperire le risorse necessarie a coprire l’allungamento dai 12 ai 24 mesi della cassa integrazione guadagni. È la proposta del Pd, annunciata in Aula alla Camera da Cesare Damiano durante la discussione generale al ddl presentato dagli stessi Democratici sugli ammortizzatori sociali. "Sono scettico e inoltre andrebbe verificata l’idoneità delle coperture", hacommentato il relatore al provvedimento sugli ammortizzatori sociali Giuliano Cazzola (Pdl).

La tassa sui ricchi L’emendamento prevede che per il 2010 e il 2011 ci sia un’una tantum del 2% per i redditi oltre i 200mila euro per i quali, in pratica, l’aliquota marginale massima salirebbe al 45%. L’emendamento è stato presentato in Aula dopo che la Commissione Bilancio della Camera aveva bocciato la copertura precedentemente proposta sulla norma che prolunga dai 12 ai 24 mesi il periodo di cig. Questa norma era stata approvata in Commissione Lavoro di Montecitorio non solo dalle opposizioni ma anche da diversi parlamentari del Pdl e dallo stesso presidente, Giuliano Cazzola. La platea dei redditi su cui dovrebbe applicarsi l’una tantum dovrebbe essere intorno al 7% dei contribuenti. Un’analoga proposta fu avanzata esattamente un anno fa dal Pd per trovare 500 milioni da destinare alle fasce di popolazione che si trovano in povertà assoluta. In quel caso l’una tantum riguardava i redditi oltre i 150.000 euro, scelti simbolicamente perchè coincidono con lo stipendio di un parlamentare. La mozione, presentata dall Pd in Aula dall’allora segretario Dario Franceschini, fu però bocciata. Il ddl del Pd sugli ammortizzatori sociali contiene anche una norma "salva Eutelia", anche questa però bocciata in Commissione. 

Cazzola: "No ai colpi di mano" E' "scettico" Giuliano Cazzola, relatore del testo unificato sul lavoro all’esame dell’Aula della Camera. "Non si fanno colpi di mano sulle coperture - ha detto Cazzola - sono scettico e comunque andrebbe verificata" l’idoneità della copertura. Per Cazzola "queste cose si affrontano nelle sedi opportune", a partire dal comitato dei Nove che domani si riunirà per l’esame degli emendamenti presentati. Nel caso, ha proseguito, "in comitato dei Nove valuteremo la copertura e si torna in commissione e poi si dovrà sentire che dice anche la commissine Bilancio". 

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