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Il cristianesimo fonte di civiltà deve tornare a essere centrale

A influenzare il pensiero di Chateaubriand furono le vicende biografiche

Il cristianesimo fonte di civiltà deve tornare a essere centrale
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La traiettoria di Chateaubriand non fu affatto lineare, attraversata da ambivalenze e giudizi critici oscillanti tra severità e ammirazione, come dimostra il giovane Victor Hugo, che arrivò a dire: "Voglio essere Chateaubriand o nulla". Aveva assimilato le idee di Rousseau e dell'Illuminismo, ma nel tempo le superò integrandole con una crescente sensibilità religiosa. Uno sguardo laterale che gli consentì, da un lato, di interpretare la storia senza schemi rigidi e, dall'altro, di oltrepassarli mediante una conciliazione originale tra ragione e fede. Criticando sia l'utopismo dei filosofi illuministi che la monarchia, poté smarcarsi da facili dicotomie e approdare a una posizione favorevole a quest'ultima, ma distante tanto dall'assolutismo quanto dalle semplificazioni del pensiero controrivoluzionario.

A influenzarne il pensiero furono le vicende biografiche. Dalla morte della madre alla breve esperienza militare, fino al viaggio in Nord America, durante il quale si immerse in una natura sconfinata e misterica, il cui fascino lo condusse a una nuova consapevolezza interiore, Chateaubriand dopo aver rielaborato criticamente alcune istanze illuministiche tenta di riportare la fede religiosa al centro del discorso culturale. La tesi è chiara: il cristianesimo deve porsi come fondamento della società moderna e non come residuo mummificato del passato. Il problema non è più teologico, poiché l'Illuminismo ha radicalmente modificato la visione della civiltà. Il cristianesimo va quindi difeso soprattutto sotto quel profilo, in quanto l'idea stessa di progresso non è un'esclusiva dei Lumi e non può prescindere dalla religione.

Si stava infatti diffondendo l'idea che fosse un culto nato nella barbarie, irragionevole nei dogmi e grottesco nelle cerimonie ma Chateaubriand prova a dimostrare il contrario; e cioè che esso fosse (e sia) la religione "più favorevole alla libertà, alle arti e alla letteratura". Génie du christianisme, oggi riproposto in forma antologica nel volume Elogio del cristianesimo (Historica, a cura di Alarico Lazzaro), esprime la volontà di riportarlo al centro della vita culturale.

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