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Il capo dei pompieri di Crans: "Non so nulla di schiume"

Vocat ai pm di Sion: "L’infiammabilità dei materiali non rientra tra le mie mansioni"

Il capo dei pompieri di Crans: "Non so nulla di schiume"
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Piange più volte, durante l'interrogatorio, David Vocat, il capo dei vigili del fuoco di Crans Montana, sentito una settimana fa dai pm di Sion come persona informata sui fatti. L'ultima volta è entrato al Constellation per bere un'acqua frizzante la sera del 25 dicembre, cinque giorni prima del rogo che ha ucciso 41 ragazzi. Era sceso anche al seminterrato, da dove sono partite le fiamme. E no, la schiuma acustica sul soffitto non l'ha percepita come un pericolo. «La mia formazione è quella di pompiere professionista e non ho alcuna formazione specifica in materia di schiume - spiega agli inquirenti -. Nei corsi per ufficiali apprendiamo nozioni sulla struttura dell'edificio, sui crolli e sullo sviluppo dell'incendio. Ma non sull'infiammabilità o sulla tossicità dei materiali». Quanto al poliuretano dei pannelli montati da Jacques Moretti sul soffitto nel 2015, «so che si tratta di un materiale sintetico largamente utilizzato che può essere altamente infiammabile. In caso di combustione può sviluppare gas molto tossici e fumi densi. Non ho tuttavia una formazione specialistica». E poi, ribadisce, non era suo compito controllare i materiali: «Controllo l'accessibilità, gli spazi per i mezzi di soccorso, non gli estintori né la segnaletica». Lo stesso ex responsabile della sicurezza del Comune, Ken Jacquemoud, che a differenza di Vocat è indagato, aveva dichiarato di non avere tra le sue mansioni la verifica dei materiali. Di chi era la responsabilità? «Non lo so», risponde il capo dei pompieri.

All'ispezione del 2018 fatta da Jacquemoud al Constellation - poi non ne sono state più fatte - c'era anche Vocat, ma «su invito». La sua presenza «non era obbligatoria», spiega. E anche in quel caso, non si è accorto della schiuma: «Se avessi pensato che fosse pericolosa, lo avrei detto. Se avessimo avuto notizia di incendi causati da questa schiuma, lo avremmo ovviamente segnalato. Purtroppo impariamo dall'esperienza».

I rapporti con i coniugi Moretti, «sono amichevoli, come con tutti i commercianti. Mi è capitato di frequentare i loro locali». Dal 2015, Vocat è stato al Constellation «forse 3 o 4 volte». I pm chiedono a Vocat se Jacquemoud gli avesse riferito delle difficoltà nel far fronte a tutti i controlli per mancanza di personale: «Sì, ne abbiamo parlato in modo informale, mi ha detto che stavano facendo il possibile».

La sera del rogo il pompiere racconta di essere arrivato «circa 10-12 minuti dopo l'allarme» e di essersi trovato davanti «una situazione di guerra. Mi sento in un incubo che non finisce. Ho ridotto la mia attività al 50%, a causa di una sindrome post traumatica».

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