Violati i sigilli in casa di Pamela Genini: qualcuno è entrato con le chiavi nell’abitazione dove la giovane è stata uccisa, lasciando dei guanti in lattice e portando via alcuni oggetti. Un’intrusione che rende ancora più inquietante la vicenda dell’omicidio della 29enne uccisa il 14 ottobre 2025 a Milano dall’ex compagno Gianluca Soncin, il cui cadavere è stato poi trafugato e decapitato nel cimitero di Strozza, in provincia di Bergamo. La scoperta è stata fatta dalla polizia il 28 ottobre in occasione della riconsegna dei beni della ragazza alla famiglia. Un incontro programmato, al quale hanno preso parte anche i legali di parte civile.
Al loro arrivo gli agenti si sono trovati davanti ad uno scenario inaspettato: i sigilli apposti dalla polizia giudiziaria subito dopo il femminicidio erano stati manomessi, tra gli scaffali dell’appartamento sono stati trovati un paio di guanti in lattice diversi da quelli in dotazione alle forze dell’ordine, sparse qua e là c’erano scatole e contenitori di gioielli vuoti. Mancavano anche alcuni vestiti. Chi è entrato aveva le chiavi perché sulla porta di ingresso non c’era alcun segno di effrazione. Chiavi che ufficialmente sarebbero state in possesso solo della polizia giudiziaria e della proprietaria di casa, che aveva affittato a Pamela. «Non saprei proprio chi potrebbe essere entrato. L’unica certezza è che chi è entrato in questo appartamento aveva le chiavi, perché la porta non era scassata», ha commentato la mamma della vittima in collegamento con la trasmissione di Canale 5 Dentro la notizia.
Dopo la scoperta la riconsegna degli effetti personali alla famiglia è stata sospesa e l’appartamento nuovamente sigillato in attesa che la polizia scientifica faccia i rilievi e verifichi cosa manchi all’appello. Non è chiaro chi possa essere entrato e come l’intruso fosse stato in possesso delle chiavi. Un ulteriore capitolo di un’indagine già complicata che vede l’assassino in carcere, ma ancora sconosciuti gli autori della profanazione. È indagato l’ex fidanzato della vittima, Francesco Dolci, il quale ha sempre respinto ogni accusa.
