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Eredità Agnelli, la Cassazione respinge il ricorso della difesa. "Sì all'imputazione coatta"

Per la Suprema Corte è corretta la decisione del gip Antonio Borretta che si era discostato dall'archiviazione chiesta dalla procura di Torino per le presunte irregolarità nelle dichiarazioni dei redditi del 2018 e 2019

Eredità Agnelli, la Cassazione respinge il ricorso della difesa. "Sì all'imputazione coatta"
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Finisce in un nulla di fatto il tentativo di John Elkann di vedersi annullata l'imputazione coatta, nell'inchiesta sulla eredità della famiglia Agnelli, nel quadro degli accertamenti giudiziari sulla residenza in Italia di Marella, vedova dell'Avvocato. La decisione del giudice Antonio Borretta si era discostata dalla posizione dei pubblici ministeri piemontesi, che avevano chiesto invece l'archiviazione completa sia per il numero uno di Stellantis che per Gianluca Ferrero, commercialista di famiglia.

La procura di Torino sta preparando un nuovo avviso di conclusione delle indagini, che anticipa di solito la richiesta di processo, per Elkann e Ferrero, facendo appunto seguito alla imputazione coatta ordinata dal gip che aveva parzialmente respinto la richiesta di archiviazione. Sono stati messi a punto due capi d'accusa relativi a presunti illeciti fiscali che il giudice, a differenza di quanto ipotizzato dai pm, ha ritenuto non assorbiti dal reato di truffa. Intanto Elkann non potrà accedere alla messa alla prova: aveva chiesto di fare il tutor dai padri Salesiani per dieci mesi, ma il gip di Torino ha respinto la richiesta. Ha già pagato al Fisco 183 milioni di euro e aveva il parere favorevole della procura all'ammissione all'istituto giuridico che consente, completato il percorso, l'estinzione del reato e quindi casellario giudiziario immacolato. La decisione del gip in realtà potrebbe essere vantaggiosa per Elkann. Si fa più concreto il rischio prescrizione, visto che la truffa si prescrive nell'estate 2027.

Per il gip Antonio Borretta, i due imputati avrebbero contribuito a falsificare le ultime dichiarazioni dei redditi della nonna, mancata a febbraio 2019, ovvero quelle del 2018 e 2019: obiettivo di Elkann, secondo il giudice, era sia evadere il fisco che risparmiare sull'imposta di successione. Secondo il giudice, dalla inchiesta sono emersi "artifizi e raggiri" con lo scopo di fare figurare all'estero, cioè in Svizzera, residenza di Donna Marella, che invece - dagli accertamenti effettuati nell'indagine - passava la maggior parte del tempo a Torino. Il reato da contestare, secondo il giudice, è la dichiarazione fraudolenta.

Elkann e Ferrero sono accusati di essere i veri "autori mediati" delle dichiarazioni presentate dal notaio svizzero Urs von Grueningen. Nello stesso provvedimento il giudice accoglie invece l'archiviazione chiesta dai pm per i suoi due fratelli, Lapo e Ginevra.

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