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Cronaca giudiziaria

Garlasco, non hanno diffamato Stefania Cappa: le Iene assolte

A stabilirlo la III Sezione penale della Corte d’Appello di Milano, che ha assolto Riccardo Festinese e Alessandro De Giuseppe, rispettivamente autore e inviato della celebre trasmissione di Italia 1, dall’accusa di diffamazione aggravata

Le Cappa e Marco Poggi dai pm. Interrogatorio in contemporanea per Sempio e il fratello di Chiara
Una foto datata di Stefania e Paola Cappa davanti al cancello della villetta di via Pascoli

Le Iene non hanno diffamato Stefania Cappa nel loro racconto per l’accertamento di una nuova verità sul caso Garlasco. A stabilirlo la III Sezione penale della Corte d’Appello di Milano, che ha assolto Riccardo Festinese e Alessandro De Giuseppe, rispettivamente autore e inviato della celebre trasmissione di Italia 1, dall’accusa di diffamazione aggravata nei confronti di Stefania Cappa, la mai indagata e cugina della vittima Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli, per il cui omicidio si sta per aprire un doppio binario: la strada della revisione per il condannato Alberto Stasi e la richiesta di rinvio a giudizio della Procura di Pavia per Andrea Sempio. La decisione della Corte, che riguarda un servizio trasmesso nel maggio 2022, ribalta del tutto la sentenza di condanna di De Giuseppe e Festinese, pronunciata in primo grado il 29 aprile 2025 dal giudice Sara Fialdini, che oltre ad aver giudicato colpevoli le due Iene aveva inflitto ai due imputati una multa da 500 euro ciascuno e il pagamento di una provvisionale di 10mila euro in favore della parte civile. Al centro del procedimento c’era il modo in cui il servizio aveva raccontato le dichiarazioni di Marco Muschitta, il testimone ritenuto inattendibile che aveva sostenuto di aver visto Stefania Cappa in bicicletta, la mattina del delitto, nei pressi della villetta dei Poggi, salvo poi ritrattare e giurare di essersi inventato tutto perché “sono uno stupido”. Il servizio delle Iene aveva riportato l’attenzione su una serie di incongruenze relative proprio alla dichiarazione di Muschitta e la cugina di Chiara si era rivolta ai giudici, convinta di essere stata diffamata. Il giudice Fialdini “aveva ritenuto che il servizio, accreditando quelle dichiarazioni senza dare risalto alla loro inattendibilità, avesse offerto una rappresentazione parziale dei fatti, finendo per insinuare un possibile coinvolgimento di Stefania Cappa nell’omicidio”. Per la Corte d’Appello di Milano però, a differenza di quanto stabilito nel giudizio di primo grado, la rappresentazione dell’accaduto che fecero l’autore e l’inviato de Le Iene, assistiti dagli avvocati Stefano Toniolo e Federico Giusti, era corretta ed è stata costruita nel rispetto dei principi del giornalismo d’inchiesta. “Il nostro lavoro, da sempre, nasce dalla volontà di comprendere i fatti, non dall’intenzione di diffamare qualcuno, né da quella di attribuire una responsabilità che spetta esclusivamente alla magistratura accertare”, ha commentato la redazione de Le Iene, subito dopo aver appreso dell’assoluzione. “Indagare per noi significa anche mettere in discussione ricostruzioni che sembrano consolidate, assumendosi la responsabilità di raccontare quello che emerge, senza rinunciare al racconto per paura delle conseguenze. Questo vuol dire che il dovere di rispettare le persone”, sottolineano, “deve convivere con il diritto di approfondire i fatti e con la libertà di raccontarli. Per questo Le Iene, anche dopo la condanna, hanno continuato e continueranno a fare quello che ritengono il proprio lavoro: cercare risposte, senza dare nulla per scontato e senza avere paura di dire ciò che si scopre”.

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