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L'ossessione dei pm: Berlusconi è morto, mandano a processo Dell'Utri

Rinvio a giudizio per l'ex senatore di FI e la moglie Miranda Ratti per le presunte donazioni dal Cavaliere. Prima udienza il 9 luglio

L'ossessione dei pm: Berlusconi è morto, mandano a processo Dell'Utri
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Silvio Berlusconi è morto, tutte le indagini che lo accusavano di collegamenti con la criminalità organizzata si sono sgonfiate e sono finite in nulla. Ma la magistratura non rinuncia a processare in sua vece Marcello Dell’Utri, mettendo in collegamento gli aiuti economici del Cavaliere con le vicende giudiziarie che hanno coinvolto l’ex senatore azzurro ed ex presidente di Publitalia. Così il prossimo 9 luglio Dell’Utri e sua moglie Miranda Ratti dovranno comparire davanti alla seconda sezione del tribunale milanese per rispondere dei 42 milioni di euro versati loro nel corso degli anni : versamenti alla luce del sole, tanto che anche nel testamento di Berlusconi compare una cospicua donazione al vecchio amico. E che ciò nonostante la Procura di Firenze indica come il “prezzo del silenzio” di Dell’Utri sui rapporti tra Fininvest e Cosa Nostra.

La procura di Firenze aveva cercato di trattenere per sè la competenza territoriale, ipotizzando un legame tra i versamenti e il ruolo di mandanti di Berlusconi e Dell’Utri per le stragi del 1993: inchiesta surreale, che però anche i nuovi vertici della procura toscana portano avanti. Il filone sui finanziamenti da Cav a Dell’Utri è stato stralciato su richiesta dei legali del secondo, Francesco Centonze e Filippo Dinacci, e trasferito a Milano: le stragi non c’entrano niente. Ma resta comunque l’accusa a Dell’Utri di non avere comunicato allo Stato il variamento del suo patrimonio, un obbligo che gli toccava proprio in quanto condannato per concorso esterno. Una parte dei versamenti sono comunque già prescritti.

"Con riferimento al rinvio a giudizio, si rileva che la medesima vicenda è già stata esaminata, negli stessi termini, da sei diverse autorità giudiziarie, tra cui per due volte la Cassazione, che hanno escluso la realizzazione di trasferimenti

fraudolenti di somme di denaro da parte della sig.ra Ratti e del dott. Dell’Utri", hanno ricordato proprio i legali, "Confidiamo di dimostrare l’assenza di responsabilità dei nostri assistiti anche nel presente procedimento".

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