Prima le domande, poi i nomi, infine i tentativi di ricostruire i presunti collegamenti tra gli ambienti mafiosi palermitani e l’estrema destra. Nella polemica che investe la Commissione parlamentare Antimafia e la cosiddetta pista nera delle stragi emerge un la trascrizione integrale del colloquio investigativo del 28 febbraio 2023 tra Gianfranco Donadio, all’epoca sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia, e Alberto Lo Cicero, collaboratore di giustizia ed ex uomo vicino agli ambienti mafiosi palermitani. Centoundici pagine di domande e risposte, trasmesse dalla Direzione investigativa antimafia alla Procura di Caltanissetta il primo marzo 2023, dalle quali è possibile ricostruire non soltanto ciò che raccontava Lo Cicero, ma soprattutto il ruolo svolto dal magistrato nell’indirizzare il colloquio verso determinati personaggi e collegamenti. Il documento assume un significato ancora più forte alla luce dello scontro politico esploso dopo le dichiarazioni di Chiara Colosimo, presidente della Commissione parlamentare Antimafia, sul nome di Donadio, proposto dal Movimento 5 Stelle come consulente dell’organismo parlamentare. I pentastellati hanno rivendicato quella scelta, difendendo l’autorevolezza del magistrato e sostenendo che proprio il suo lavoro sulla pista nera rappresenterebbe la ragione delle polemiche. Ma la trascrizione del colloquio con Lo Cicero consente di affrontare la questione da una prospettiva diversa: come venivano ricercati quei collegamenti? E quanto delle ricostruzioni era frutto dei ricordi autonomi del collaboratore e quanto, invece, delle sollecitazioni dell’interrogante? Il colloquio si svolge negli uffici della Dia di Caltanissetta. Donadio chiarisce fin dall’inizio il proprio obiettivo: approfondire aspetti rimasti inesplorati nelle precedenti dichiarazioni del collaboratore, anche attraverso la ricostruzione dei rapporti tra personaggi appartenenti a mondi differenti. Il passaggio più significativo riguarda Stefano Delle Chiaie, storico esponente dell’estrema destra italiana, fondatore di Avanguardia Nazionale, il cui nome è stato più volte evocato nelle ricostruzioni sulla strategia della tensione. Nella parte del colloquio dedicata ai rapporti tra Delle Chiaie e Mariano Tullio Troia, personaggio della criminalità mafiosa palermitana, è Donadio a introdurre esplicitamente il nome del neofascista e a cercare di ricostruire una possibile frequentazione. Il magistrato domanda a Lo Cicero dei rapporti tra Troia e Delle Chiaie. Il collaboratore non fornisce immediatamente una ricostruzione autonoma e circostanziata. Il dialogo procede attraverso ulteriori domande, richieste di chiarimento e riferimenti a persone che avrebbero frequentato gli stessi ambienti. In diversi passaggi Lo Cicero afferma di non ricordare o di non avere conoscenza diretta delle circostanze prospettate. Nella trascrizione compaiono anche riferimenti a rapporti con ambienti politici, frequentazioni tra Palermo e Roma e possibili contatti tra personaggi della criminalità organizzata e dell’estrema destra. Donadio insiste sulla necessità di ricostruire queste relazioni, mentre Lo Cicero alterna ricordi, precisazioni e ammissioni di incertezza. Un esempio è rinvenibile a pagina 61 della trascrizione. Donadio: «Stefano Delle Chiaie lo ha conosciuto a casa di Maria?…». Lo Cicero: «Io non ricordo dottore…».
Donadio: «…il fratello di Maria…».
Lo Cicero: «…non mi ricordo…». A pagina 63 Donadio prospetta un rapporto tra Delle Chiaie e Troia
Donadio: «…i rapporti tra questo Stefano Delle Chiaie che si accompagnava… con Domenico e Troia… questo è l’argomento…».
Lo Cicero: «…non so…».
