Leggi il settimanale

Omicidio Saman, confermato l’ergastolo ai genitori e ai cugini

La Corte di Cassazione conferma le condanne di secondo grado nell’iter processuale per l’omicidio di Saman Abbas: ergastolo per i genitori e i cugini, 22 anni allo zio

Omicidio Saman, confermato l’ergastolo ai genitori e ai cugini
00:00 00:00

Quattro ergastoli e una pena a 22 anni di reclusione. La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi delle difese e confermato le sentenze d’appello per l’omicidio di Saman Abbas avvenuto nella primavera del 2021. La giovane era diventata oggetto di un piano omicidiario che è stato messo in atto dalla famiglia pakistana, residente da anni in Italia.

Alla vigilia di quest’udienza, il pg di Cassazione aveva in effetti chiesto il rigetto dei ricorsi e la conferma definitiva delle condanne di secondo grado: l’ergastolo per i genitori Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, e per i cugini Ikram Ikaz e Noman Hulaq, oltre che 22 anni di reclusione per lo zio Danish Hasnain. Quest’ultimo, condannato inizialmente in primo grado a 14 anni di reclusione, aveva permesso di scoprire il luogo di occultamento del corpo, portandovi la polizia penitenziaria. Sempre in primo grado invece, i cugini erano stati assolti, tanto che quella sentenza aveva sollevato grandi critiche nell’opinione pubblica.

Nella requisitoria il pg si era così espresso: “L’omicidio, pur avendo radici culturali proprie, tradisce il ricorso a una violenza estrema e sproporzionata, scelta come unico strumento per 'emendare una presunta colpa’ (la volontà di libertà della ragazza), che realizza la natura turpe e ignobile del movente”. Nella requisitoria veniva sottolineato inoltre come l’omicidio della 18enne fosse stato un atto deliberato della famiglia per “sanzionare il disonore”.

Saman infatti non solo si era opposta al matrimonio con un cugino, matrimonio disposto dai genitori, ma vestiva all’occidentale, voleva studiare, prendere la patente, ed essere un’“Italian Girl”, come si faceva chiamare sui social network in cui si mostrava come tutte le coetanee del Belpaese, cantando le canzoni dei trapper italiani.

Saman Abbas era scomparsa la notte tra il 30 aprile e l’1 maggio 2021. Il giorno dopo i genitori erano volati in Pakistan, mentre i cugini e lo zio avevano lasciato Novellara nei giorni successivi, con il fratello minore della ragazza, Ali Heider, oggi in carico ai servizi sociali, essendo in un programma di protezione, poiché è diventato il principale testimone contro la famiglia.

Si è cercato a lungo il corpo di Saman, fino a metà novembre 2022, un anno e mezzo dopo la scomparsa, quando Danish ha deciso di parlare,

all’indomani dell’arresto del fratello Shabbar. Saman era sepolta nella nuda terra nei pressi di un casolare diroccato a poche centinaia di metri dall’azienda agricola di Novellara in cui gli Abbas vivevano e lavoravano.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica