“Il Giudice Monocratico del Tribunale di Firenze, avendo ravvisato i presupposti della ragionevole previsione di condanna, ha disposto nell’udienza predibattimentale di oggi, il rinvio a giudizio dell’imputato Roberto Vecchioni”. Lo comunica, in una nota l’avvocato Vinicio Nardo, legale di Geronimo La Russa, costituitosi parte civile nell’ambito del procedimento che vede il cantautore protagonista di alcune dichiarazioni pronunciate durante il ‘Festival La Gaberiana’, a Firenze, nel luglio 2023.
Secondo l’accusa, quelle parole, non corrispondenti al vero, avrebbero leso la reputazione di Geronimo La Russa, che aveva presentato querela. “Roberto Vecchioni - prosegue la nota dell’avvocato Nardo, illustrando il provvedimento assunto dal Tribunale di Firenze - è imputato del reato di diffamazione aggravata. Il processo, con rito ordinario, avrà inizio a febbraio 2027”.
Il cantautore aveva raccontato l’episodio all’evento “La Gaberiana”, organizzato dal giornalista Andrea Scanzi, nel luglio 2023. “Sono entrati in casa e mi hanno rubato di tutto. Tutti i portasigari, mi hanno addirittura rubato le t-shirt e le mutande. A quel punto denuncio e un po’ di loro li beccano. Dico solo come si chiamava il ragazzo così si capisce chi è il padre. Il ragazzo si chiama Geronimo. Tutto è finito in una bolla di sapone”. Ma l’indagine per La Russa era stata archiviata, e Vecchioni ne sarebbe stato consapevole, secondo i denuncianti. “È evidente, anche per il momento e la modalità della sua dichiarazione, che la volontà sia stata quella di diffamare me e la mia famiglia, per un intento in nessun modo giustificabile”, sono state le parole di La Russa, a giugno scorso. Ciò che è apparso particolarmente grave alla parte civile è che Vecchioni, pur pienamente consapevole dell’innocenza dell’allora ragazzino, abbia veicolato al pubblico, ancora una volta, una notizia «notoriamente falsa".
