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Cronaca giudiziaria

Anche Santoro scarica Ranucci: “Imperdonabile che non abbia preso le distanze da Lavitola”

Pure l’ex volto di Annozero attacca il giornalista: “Non può esistere un’amicizia a prova di bomba”

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Anche Michele Santoro ha detto basta. E per Sigfrido Ranucci il colpo non è esattamente irrilevante. Perché questa volta le critiche non arrivano dal centrodestra, dai giornali che l’ex conduttore di Report accusa da settimane di averlo messo nel mirino o dai suoi avversari storici.

Ospite ieri sera di Massimo Giletti a “Lo Stato delle Cose”, su Rai3, Santoro è intervenuto sul rapporto tra Ranucci e Valter Lavitola. E non ha usato mezzi termini. “Il punto è che dopo che è emerso che Lavitola era reo confesso dell’attentato, Ranucci non ha preso le distanze da Lavitola. Questa cosa è imperdonabile, imperdonabile”, ha scandito.

Santoro ha distinto nettamente il rapporto personale dalle responsabilità dell’amico: “Andare a mangiare nel ristorante di Lavitola non è una colpa, essere amico di qualcuno che è stato punito per qualche reato non è una colpa”. Il problema, per l’ex conduttore di Annozero, nasce dopo: “Non ci può essere un’amicizia a prova di bomba. Non ci può essere un’amicizia che supera il fatto che tu hai fatto una roba che fa la mafia, che fa la camorra”. Fino alla conclusione, ancora più esplicita: “Io, se anche io e te siamo amici e tu mi fai un attentato di questo tipo, io ti mando affanc..., chiaro? Senza mezzi termini”.

Parole che pesano soprattutto perché arrivano dopo settimane nelle quali attorno a Ranucci il fronte delle solidarietà ha iniziato a mostrare qualche crepa. Pochi giorni fa era stato Vincenzo De Luca - certo non sospettabile di simpatie per il governo - a contestare apertamente quella che ha definito la “beatificazione” del giornalista da parte del mondo progressista. Qualche segnale era arrivato perfino dall’universo di Report. Anche Claudia Di Pasquale, scelta poi per guidare il programma insieme a Daniele Piervincenzi, ha marcato una distanza quando Ranucci l’ha definita “fedele”. “Io sono fedele a Report”, ha precisato, rivendicando la propria autonomia dopo quindici anni di lavoro nella trasmissione.

Ora ecco Santoro. E la sua è probabilmente la presa di distanza politicamente e mediaticamente più significativa, perché va dritta al punto che da settimane accompagna il caso: non la legittimità di aver frequentato Lavitola, ma la scelta di non chiudere pubblicamente e senza esitazioni con lui dopo quanto emerso sull’attentato. Quella che per mesi era sembrata una difesa quasi automatica del conduttore comincia a non essere più così compatta.

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