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Cronaca giudiziaria

Le violenze di Askatasuna, richieste 19 misure cautelari. Tra le ipotesi di reato c’è anche tentato omicidio. Perquisizioni in tutta Italia

La manifestazione del 31 gennaio a Torino è stata una delle più violente e ha visto decine di agenti feriti. L’ira degli attivisti: “Blitz per punire la manifestazione di rabbia popolare”

Scontri tra manifestanti e forze dell'ordine durante il corteo contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna, Torino 31 gennaio 2026 ANSA/Alessandro Di Marco Clashes between protesters and police during the march against the eviction of the Askatasuna social center, Turin, January 31, 2026 ANSA/Alessandro Di Marco

La giustizia prima o poi arriva, anche a distanza di mesi. I gravissimi disordini del 31 gennaio a Torino, durante la manifestazione organizzata da Askatasuna contro la liberazione dell’immobile occupato per 30 anni, sono stati oggetto di lunghe indagini da parte delle autorità giudiziarie e degli investigatori che, questa mattina, stanno eseguendo 14 perquisizioni, con il supporto delle questure di Genova, Cagliari, Firenze, Imperia e Reggio Emilia, nei confronti di militanti antagonisti per i quali il Pubblico Ministero ha richiesto 19 misure cautelari, che vanno dal carcere all’obbligo di firma, per i reati commessi a vario titolo durante la manifestazione.

Furono decine i poliziotti feriti in quell’occasione, tra i quali Antonio Calista, 29 anni, colpito a martellate dagli antagonisti non appena ne hanno avuto occasione, trovandolo solo. Solo grazie all’intervento di un collega, Lorenzo Virgulti, e ai dispositivi di protezione individuale, l’agente non ha subito conseguenze più gravi. È stato letteralmente trascinato via sotto i colpi dell’arma impropria e dei calci, riuscendo così a salvarsi, ma durante quella stessa manifestazione è stata data alle fiamme anche una camionetta con a bordo un agente, che fortunatamente è riuscito a uscire prima che l’incendio divorasse completamente la vettura. Sia per l’aggressione che per l’incendio c’è l’ipotesi anche del tentato omicidio. I reati ipotizzati sono diversi: lesioni, danneggiamento, resistenza aggravata, travisamento e porto di oggetti atti all’offeso e tentato omicidio per la vicenda del furgone e rapina per il casco sottratto al poliziotto a terra.

“Un’operazione a firma Paolo Scafi, pm dalla penna facile quando c’è da fare incetta di misure cautelari, tra le sue ultime prodezze le misure per gli ultras di Toro e Juve a seguito degli scontri del derby quando Marco Basoccu venne gravemente ferito alla testa da un lacrimogeno sparato ad altezza uomo”, attaccano ora dal centro sociale non appena ricevuta la comunicazione. “Ai compagni e alle compagne coinvolti nelle richieste di misura cautelare vengono imputati diversi reati con l’intento di dare la responsabilità ad alcuni di quella che è stata una manifestazione di rabbia popolare che ha visto la partecipazione di oltre 50 mila persone”, si legge ancora nella nota, nella quale si punta il dito contro il dispositivo di sicurezza e contro “la violenza” che è, scrivono, “quella che viene dall’alto e che viene perpetrata ogni giorno nei confronti di chi deve essere messo a lavoro per interessi nemici ai nostri”.

Poi l’attacco diretto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: “Lo sgombero dell’Aska è stato un colpo voluto dal governo a seguito di un movimento che ha bloccato un Paese intero per fermare un genocidio mostrato in diretta tv. In quella giornata Piantedosi si sfregava le mani e scriveva sui social che finalmente giustizia era stata fatta, i politici locali con Marrone in testa non hanno sprecato l’occasione per togliersi sassolini dalle scarpe, la questura di Torino e la Procura hanno avuto la loro soddisfazione effimera nel vedere che finalmente i loro sforzi erano stati premiati”. Torino, concludono, “è solidale con chi viene colpito da questa operazione, un tentativo di punire alcuni per una giornata che rimane nella storia ma che non è finita con le ceneri di un pomeriggio, anzi, consolida una prospettiva di lotta collettiva per la libertà di tutti e tutte”. Domani è prevista la grande manifestazione organizzata dalle sigle pro Pal e questo potrebbe alzare il rischio di scontri in città.

“Le misure cautelari di oggi ci riportano bruscamente a quella realtà torinese in cui si è tentato di sanare la posizione del centro sociale più pericoloso d’Italia attraverso un comitato di cui facevano parte persino i genitori dei leader dell’organizzazione. Riconsegnare lo stabile a chi ha circondato un poliziotto, martellandolo, e i suoi sodali sarebbe l’ennesimo affronto che il Pd farebbe alla città di Torino. Ora il Sindaco di Torino scriva a bando che sono esclusi gli esponenti di Askatasuna e i suoi garanti. La sinistra non vanifichi ancora una volta il lavoro di Procura e Polizia. Non si metta ancora una volta contro lo Stato perché prigioniera delle frange più estreme con cui organizza manifestazioni, da ultimo quella No Tav”, ha dichiarato Augusta Montaruli, vice capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera. Il riferimento dell’onorevole è all’avviso pubblico per le manifestazioni di interesse per il piano terra e il cortile. Nell’avviso pubblico viene evidenziata la “nuova stagione di rigenerazione urbana, anche grazie alla collaborazione tra pubblico e privato, e di recupero dei valori immobiliari, in termini di innovazione, sostenibilità e accessibilità”.

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