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"Sono tutti stra-corrotti". L'attacco di Sempio ai pm dell'indagine

L’intercettazione dell’indagato risale al marzo 2025: “Lui (Massimo Lovati, ndr) e l’Angela continuavano a dire: si vede che è una cosa pilotata, gli elementi non vengono detti”

"Sono tutti stra-corrotti". L'attacco di Sempio ai pm dell'indagine
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Nei prossimi giorni scadono i termini per la difesa di Andrea Sempio per consegnare le consulenze e la memoria difensiva, oltre che per chiedere un interrogatorio. Finora, dall'apertura dell’indagine per l’omicidio di Chiara Poggi, Sempio non si è mai fatto interrogare dal procuratore capo Fabio Napoleone o dal suo aggiunto Stefano Civardi, a differenza di quanto avvenne nell’inchiesta del 2017. Intanto continuano a uscire intercettazioni effettuate a bordo dell’auto dell’indagato, che aprono ampi scenari di discussione.

Il 21 marzo del 2025, circa un mese dopo aver scoperto di essere stato nuovamente indagato, Sempio si trova in auto con una sua amica. È appena uscito da una riunione con i suoi avvocati e commenta quanto accaduto: “Lui e l’Angela continuavano a dire: si vede che è una cosa pilotata, gli elementi non vengono detti”. L’intercettazione è stata riportata da La Repubblica e per quanto non si evincono profili penali in queste parole, le parole dell’indagato sono significative. I legali dell’epoca erano Massimo Lovati (lui) e Angela Taccia: il primo ha rimesso il mandato lo scorso autunno mentre lei continua a difenderlo, anche in nome della storica amicizia che li lega da oltre 20 anni.

“Sappiamo che dall’altra parte abbiamo gente brutta e conosciuta per essere stra-corrotta. Napoleone, Civardi... Sono tutti stra-corrotti”, ha aggiunto Sempio. L’idea che questa indagine possa essere pilotata non è nuova nella discussione, anche altri soggetti coinvolti più o meno marginalmente hanno mosso questo tipo di accuse al procuratore Napoleone, che sembra non essere particolarmente amato nella Lomellina, dove è arrivato proprio per scardinare la corruzione. Ha avviato le indagini Clean (uno, due e tre, per ora) ed è uno dei procuratori antimafia, assieme al suo aggiunto Civardi, più apprezzati d’Italia: per anni ha operato in Calabria da dove è stato spostato proprio per indagare in Lomellina.

Inoltre, le parole di Sempio dello scorso marzo, alla luce delle indagini odierne, risultano stridenti. Suo padre, Giuseppe Sempio, infatti, è attualmente indagato per corruzione a Brescia nel fascicolo che coinvolge l’ex procuratore di Pavia, Mario Venditti, che ha gestito proprio il fascicolo di Sempio nel 2017. Nelle parole di Sempio emerge anche preoccupazione per il Dna trovato sulle dita della vittima: “C’è qualcosa sotto che non va.

Difatti l’Angela mi dice: questo qui non è un problema tecnico-giuridico, per me è la gente con cui abbiamo a che fare”. E ancora: “Perché le persone sotto sono corrotte. Quindi io mi aspetto il peggio possibile da tutto questo”.

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