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Sparò al ladro in fuga uccidendolo: tre anni di carcere per il carabiniere

Il militare è stato condannato anche al pagamento di una provvisionale per la parte civile e all'interdizione di 5 anni dai pubblici uffici

Sparò al ladro in fuga uccidendolo: tre anni di carcere per il carabiniere
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Alla fine, per il tribunale di Roma, il carabiniere che nel 2020 uccise un cittadino di siriano, Jamal Baldawi, che, per coprirsi la fuga, colpì con un cacciavite un collega, è colpevole e meritevole di scontare tre anni di carcere. Tutto inizia a Roma, quartiere Eur: i carabinieri vengono chiamati perché qualcuno ha notato un soggetto aggirarsi in un ufficio. Era la notte tra il 19 e 20 settembre 2020, l'Italia stava provando a rialzarsi dopo la chiusura per Covid e un'estate trascorsa in bilico tra aperture, divieti e regolamenti. I rumori in un ufficio, soprattutto se chiuso, non passavano inosservati: per questo motivo il portiere ha deciso di chiarare il 112 e allertare i militari. Viene mandata sul posto la macchina del Nucleo Radiomobile.

Quando i militari sono arrivati sul posto hanno trovato effettivamente dei segni di effrazione sulla porta di ingresso. Solo al loro arrivo i militari hanno scoperto che fossero in due all'interno dell'immobile. Quando i carabinieri si sono presentati alla porta hanno evidentemente disturbato l'azione delittuosa, tanto che uno dei due, il siriano di 56 anni, ha tentato di fuggire. È riuscito a raggiungere il giardino dell'edificio e per guadagnare terreno sui carabinieri ha colpito uno dei due militari all'addome con un cacciavite, ferendolo in maniera grave. A quel punto i due militari hanno intimato l'alt all'uomo, che ha provato a continuare la fuga senza fermarsi e il collega del carabiniere ferito, come ricostruito dall'Arma, solo dopo l'alt ha sparato con l'arma di ordinanza. Ha esploso due colpi, uno dei quali ha raggiunto il siriano al petto. Nella concitazione del momento, il complice è riuscito a scappare.

Per il vicebrigadiere il pm aveva sollecitato una condanna a due anni e mezzo di reclusione ma il giudice ha deciso per una pena superiore, che raggiunge i tre anni, con l'accusa di eccesso colposo nell'uso legittimo delle armi. "Ricorreremo davanti al giudice della Corte d'appello. Ha fatto il suo dovere istituzionale e processuale. Come difensori abbiamo illustrato i dubbi per poter sostenere una sentenza assolutoria. Se non siamo riusciti a farlo adesso lo faremo in secondo grado", ha detto l'avvocato Paolo Gallinelli, difensore del vicebrigadiere.

Oltre alla sanzione penale, il militare è stato condannato con la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni e al pagamento di una provvisionale nei confronti della parti civili.

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