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Cronaca giudiziaria

Tecnico precipitato montando l’ascensore: chieste tre condanne

Un 55enne era morto e un 26enne rimase ferito in modo grave. Il pm: pene fino a tre anni per i responsabili

Incidente sul lavoro ascensore Milano
Soccorritori e Polizia sul luogo dove un operaio � morto e un altro � ricoverato in gravissime condizioni dopo essere precipitati all'interno del vano ascensore mentre installavano la cabina in un palazzo di Milano adiacente piazzale Loreto, Milano, 11 febbraio 2022. Secondo quanto riferito dai Vigili del Fuoco, i due lavoratori sono caduti da un'altezza di circa 20 metri mentre stavano montando un ascensore. L'operaio di 55 anni � morto sul colpo mentre il collega di 26 � stato trasferito all'ospedale Niguarda. ANSA / Mourad Balti Touati

Sono tre le persone a processo - arrivato alle battute finali - per la tragedia del Palazzo di fuoco di piazzale Loreto, all’angolo con viale Monza. Nel primo pomeriggio dell’11 febbraio 2022 due tecnici che stavano lavorando su uno degli ascensori panoramici dell’edificio in ristrutturazione sono precipitati per oltre venti metri a causa della rottura di un cavo. Jaroslav Martinka, slovacco di 55 anni, morì sul colpo. Il collega e suo connazionale, M.L., che allora aveva 26 anni, rimase ferito in modo molto grave ed è ancora oggi in stato vegetativo.

Ora il pm Mauro Clerici ha chiesto condanne fino a tre anni per gli imputati, che rispondono di omicidio colposo e lesioni gravissime colpose. Si tratta del datore di lavoro delle due vittime anche lui slovacco, J.M. di 47 anni. Con la Craft Elevator aveva preso in subappalto dalla multinazionale Schindler i lavori per l’installazione di sette ascensori nell’edificio storico di nove piani che è stato totalmente rifatto. Insieme a lui, C.M., 54enne responsabile tecnico di cantiere, e N.M., 70enne «coordinatore per l’esecuzione dei lavori». Per la Procura, non hanno messo in atto le più basilari norme di sicurezza sul lavoro e non hanno fatto i dovuti controlli.

Quel giorno di quasi cinque anni fa i due operai erano sospesi nel vuoto, al lavoro in piedi sul tetto dell’ascensore, fermo al quinto piano. Stavano eseguendo le operazioni di cablaggio e allestimento delle parti meccaniche ed elettriche dell’impianto. Non erano stati montati ponteggi e la cabina era assicurata - o avrebbe dovuto esserlo - a un cavo d’acciaio non idoneo a sostenere la piattaforma con la presenza di persone e che all’improvviso ha ceduto. La cabina, insieme alle vittime, è precipitata all’interno del proprio vano fino al piano meno 1. Quel giorno i tecnici avevano lavorato senza problemi su altri due ascensori dello stesso tipo. Così ricostruisce il capo di imputazione: l’ascensore è caduto «in seguito alla rottura della corda di imbracatura ad anello utilizzata per sospendere provvisoriamente le cabina sino alla messa in opera definitiva» dell’elevatore. Il processo riprende il prossimo 16 novembre, quando parleranno le difese e potrebbe arrivare anche la sentenza.

Il Palazzo di fuoco campeggia su piazzale Loreto. Si chiama così, perché al tramonto le sue vetrate si tingono di un colore rosso intenso. È stato progettato da Giulio Minoletti e Giuseppe Chiodi e costruito fra il 1958 e il 1961. Quando è successo il grave incidente sul lavoro, era di proprietà di Kryalos sgr, che nel 2024 lo ha poi ceduto. In quel momento era in corso da circa tre anni la completa ristrutturazione della palazzina destinata a ospitare uffici. Mancavano pochi mesi all’inaugurazione.

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