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Cronaca internazionale

Alluvione in Nepal, il racconto di due italiani bloccati per 10 ore su un bus: “Villaggi isolati e ponti crollati”

Giovanni Fassini e Marco Lombardi stavano raggiungendo Kathmandu per rientrare in Italia. Ora puntano a un volo interno da Pokhara

Doveva essere la tappa finale del viaggio in Nepal, quella verso Kathmandu per prendere l’aereo e rientrare in Italia, ma le cose sono andate diversamente.. Per Giovanni Fassini, 42 anni, commercialista bresciano, e per l’amico Marco Lombardi, 23 anni, pasticcere, il trasferimento da Pokhara alla capitale si è invece trasformato in una lunga attesa su un autobus, con la strada resa impraticabile dalla piena. I due erano partiti da Pokhara quando il percorso si è interrotto. “A metà strada ci hanno fermato, la strada era interrotta perché erano al corrente che stava arrivando questa piena, che poi puntualmente dopo pochi minuti è arrivata e ha fatto disastri”, ha raccontato Fassini.

Il fango blocca il viaggio verso Kathmandu

La piena ha provocato l’esondazione di alcuni corsi d’acqua, danneggiando gli argini e trascinando via parti della strada. Per i due bresciani è diventato impossibile proseguire verso Kathmandu, ma anche tornare immediatamente indietro. “Non era possibile andare avanti o tornare indietro, perché nel frattempo il fiume aveva esondato e aveva riempito di fango tutta la strada”, ha spiegato Fassini. In un’altra testimonianza, il commercialista ha descritto le condizioni del percorso: “A circa metà strada, tra Pokhara e Kathmandu, la via è diventata una laterale del fiume, sommersa dal fango in più tratti. La piena improvvisa ha distrutto alcuni ponti e interrotto il percorso verso Kathmandu”.

“I villaggi sono isolati, i ponti sono crollati”

Tra le immagini rimaste impresse a Fassini c’è quella di un ponte che il gruppo avrebbe dovuto attraversare poco più avanti e che era stato travolto dall’acqua. “Abbiamo visto anche un ponte, che avremmo dovuto percorrere qualche chilometro dopo, travolto dall’acqua per cui ci siamo trovati isolati. Non si poteva andare da nessuna parte perché nel frattempo il fiume aveva esondato e aveva riempito di fango tutta la strada”, ha raccontato. Il quadro osservato anche nelle zone circostanti era particolarmente difficile. Fassini ha parlato di una situazione “disastrosa”: “I villaggi sono isolati, i ponti sono crollati, le strade sono inagibili”. La situazione più grave, ha spiegato, riguardava i centri abitati più vicini alle aree colpite: “Lì i danni più gravi. Tutti i ponti sono crollati e nella migliore delle ipotesi le persone sono isolate”.

Dieci ore sull’autobus tra ruspe e strada impraticabile

L’autobus sul quale viaggiavano Fassini, Lombardi e gli altri passeggeri è rimasto fermo per circa dieci ore, mentre i mezzi impegnati nei soccorsi cercavano di riaprire il collegamento. “È pieno di fango e non è praticabile. Ci sono ruspe che stanno lavorando ininterrottamente per liberarla”, aveva spiegato Fassini durante l’attesa. In una fase precedente aveva parlato di circa sette ore trascorse sul mezzo. L’attesa si è poi prolungata fino alle dieci ore, con il protrarsi dei lavori sulla strada. Nonostante le difficoltà, il bresciano aveva precisato che non sembrava esserci un pericolo immediato per i passeggeri: “È tutto sotto controllo. Il nostro stato è soprattutto legata a tratti di strada franati o sommersi, ma stiamo bene”.

Il ritorno a Pokhara per cercare una via alternativa

Quando il passaggio è stato nuovamente ripristinato, i due bresciani e il resto del gruppo hanno deciso di tornare verso Pokhara, invece di proseguire via terra fino a Kathmandu. L’idea è raggiungere la capitale con un volo interno e da lì proseguire il viaggio verso l’Italia. Fassini aveva già cercato una soluzione aerea: “Ho provato a prenotare un aereo per domani sera dall’aeroporto di Pokhara. Da Kathmandu, a quel punto, cercheremo di rientrare in Italia”. La scelta è legata anche alle condizioni della viabilità. “Qui l’asfalto costeggia praticamente tutto il fiume. Per gli autisti degli autobus è difficile capire quali tratti siano percorribili e quali no”, aveva raccontato il commercialista.

Calovini: “In contatto con la Farnesina e le autorità locali”

La situazione dei due bresciani è seguita anche sul piano istituzionale. Giangiacomo Calovini, deputato bresciano e membro della Commissione Affari Esteri, che si trovava in India, ha riferito di essere in contatto con la Farnesina e con le autorità locali. “Come membro della Commissione Affari Esteri, sto seguendo da vicino la situazione dei due cittadini bresciani rimasti bloccati in Nepal a causa dell’alluvione. Sono in costante contatto con la Farnesina e le autorità locali per garantire la massima assistenza e monitorare le operazioni di soccorso e rientro in sicurezza”, ha dichiarato Calovini. Per Fassini e Lombardi l’obiettivo resta ora raggiungere Kathmandu senza affrontare nuovamente il percorso stradale, per poi prendere il volo verso l’Italia. Dopo dieci ore di attesa sull’autobus, la priorità è riuscire a completare il rientro in sicurezza.

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