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Cronaca internazionale

Arrestato il padre di Meghan Markle. L’82enne rischia 10 anni per possesso di materiale pedopornografico

Thomas Markle in carcere in Florida: era in una struttura per anziani a Tampa. L’indagine riguarderebbe il possesso di immagini di abusi sessuali su minori che sarebbero state trovate nella sua abitazione nelle Filippine e in un deposito in Messico. La duchessa “profondamente turbata” dalle accuse: i rapporti tra i due si erano interrotti da anni

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Thomas Markle, padre della duchessa di Sussex Meghan Markle, è stato arrestato questa mattina, 6 novembre, negli Stati Uniti nell’ambito di un’indagine relativa al presunto possesso di materiale pedopornografico. L’uomo, 82 anni, sarebbe stato fermato da agenti federali nei pressi di Tampa, in Florida, secondo quanto riferito all’Associated Press da due persone informate sui fatti, che hanno chiesto di rimanere anonime perché non autorizzate a parlare pubblicamente dell’inchiesta. Le contestazioni riguarderebbero il possesso di immagini di abusi sessuali su minori. Al momento, però, non sono stati resi noti i capi d’imputazione federali precisi né tutti i dettagli dell’indagine. Secondo fonti citate dal New York Post, il procedimento sarebbe seguito dalla procura federale del Distretto centrale della California e potrebbe esporre Markle a una pena di almeno dieci anni di reclusione. La sanzione potrebbe essere più pesante qualora le immagini coinvolgessero bambini di età inferiore ai dodici anni o venissero contestati più reati. Si tratta, tuttavia, di possibili conseguenze giudiziarie, non di una condanna.

Le immagini trovate nelle Filippine e in Messico

L’inchiesta sarebbe collegata al ritrovamento di materiale illegale in due luoghi riconducibili a Thomas Markle; la sua abitazione nelle Filippine e un deposito in Messico. Secondo quanto riportato dal New York Post, gli investigatori avrebbero individuato immagini su un computer portatile nella casa dell’uomo e altro materiale nel locale utilizzato come deposito. La vicenda era emersa dopo le rivelazioni del tabloid britannico The Sun. Thomas Markle Jr., fratellastro di Meghan, avrebbe scoperto centinaia, forse migliaia, di immagini di abusi sessuali su minori mentre stava liberando l’abitazione del padre a Cebu City, nelle Filippine. Il materiale sarebbe stato segnalato alle autorità locali e successivamente all’FBI. Markle Jr. aveva raccontato al giornale britannico di aver deciso di interrompere ogni rapporto con il padre dopo la scoperta: “Mi sono preso cura di lui, l’ho assistito e aiutato per anni, ma adesso basta”. Aveva inoltre dichiarato che non avrebbe più voluto parlargli, a meno di essere chiamato a testimoniare contro di lui.

La reazione di Meghan Markle

La duchessa di Sussex ha dichiarato di essere “profondamente turbata” dalle accuse rivolte al padre. Ha inoltre ricordato che nel 2018 era stata inviata alla polizia di Londra una lettera contenente segnalazioni preoccupanti sul conto di Thomas Markle. “Conteneva accuse inquietanti e preoccupanti nei confronti di mio padre e mi era stato assicurato che sarebbero state investigate”, ha spiegato Meghan. La moglie del principe Harry ha anche ribadito che la distanza mantenuta dal padre e la decisione di non permettergli di avere contatti con i suoi figli, Archie e Lilibet, sono state dettate dalla volontà di proteggerli. Meghan e Harry si sono sposati nel maggio 2018 al castello di Windsor. Thomas Markle non partecipò alle nozze, dando origine a una vicenda familiare seguita a lungo dalla stampa britannica.

Il rientro negli Stati Uniti dopo i problemi di salute

Ex direttore delle luci e della fotografia per la televisione, Thomas Markle viveva nelle Filippine all’inizio di quest’anno. Dopo essere stato colpito da un ictus e aver subito l’amputazione della gamba sinistra, era stato costretto a rientrare negli Stati Uniti, dove viveva in una struttura per anziani. L’uomo ha respinto con fermezza le accuse, definendole “menzogne disgustose”. Le autorità non hanno ancora diffuso ulteriori dettagli sui reati contestati né sulle prove raccolte. L’indagine è in corso e le eventuali responsabilità dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie.

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