Troppo spesso, da conservatori, ci sembra di vivere nella parte sbagliata della storia, della geopolitica, del linguaggio, del vivere sociale... Ma a volte riusciamo a spuntare piccole soddisfazioni.
Ci è successo ieri, ad esempio, quando abbiamo letto che la premier del Giappone Sanae Takaichi, prima premier donna del Paese, ha rinunciato a partecipare alla cerimonia di premiazione del torneo di sumo di Capodanno, in programma il 25 gennaio alla storica arena di Ryogoku, a Tokyo. Il motivo? Rispettare la Tradizione secolare - noi scriviamo sempre Tradizione con la maiuscola - che in Giappone, nonostante le critiche per la discriminazione di genere, vieta alle donne di salire sul dohyo, il sacro ring del sumo. Lì, da sempre - e per sempre speriamo - possono accedere solo gli uomini.
«La Tradizione non te la trovi fra le mani; la devi conquistare ogni giorno». «Ma cosa c'entra?». «Niente, così...».
Non abbiamo mai visto un incontro di sumo in vita nostra. Ma da questo momento apriamo con convinzione alla possibilità di farlo, al più presto.
Sanae Takaichi, donna persino più intelligente che conservatrice, ha spiegato che in questo modo intende evitare qualsiasi gesto percepito come «lesivo» - in un
mondo sempre così inclusivo - della cultura tradizionale nipponica. Da noi, figurati, nella boxe, sul ring delle donne fanno salire persino gli uomini.L'Oriente che preserva è la miglior lezione per l'Occidente che cancella.