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"Porta di sicurezza chiusa": come funzionava il piano sotterraneo del Constellation

Estintori chiusi a chiave, porta di sicurezza sempre chiusa: ecco che cosa hanno raccontato alcuni ex dipendenti del locale

"Porta di sicurezza chiusa": come funzionava il piano sotterraneo del Constellation
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Le parole degli ex dipendenti del Le Constellation pesano come macigni sull'inchiesta per la strage di Capodanno 2026 a Crans-Montana. Emerge un quadro a dir poco inquietante, che porta a dubitare del rispetto delle misure di sicurezza all'interno del locale.

Sarah e Maxime (nome di fantasia), due ex dipendenti de Le Constellation, hanno parlato con BFMTV, rilasciando testimonianze inquietanti. "L'uscita di riserva era bloccata perché conduceva direttamente all'edificio", ha dichiato Sarah. E ha aggiunto che ai dipendenti era stato "proibito" aprire quel passaggio. Se quella porta fosse stata aperta, ha affermato la dipendente, il numero delle vittime sarebbe stato minore. Anche secondo l'altro dipendente le misure di sicurezza non erano sufficienti."Schiume isolanti, non accesso agli estintori, personale non selezionato, un'unica guardia di sicurezza presente, un'uscita di soccorso a volte ostruita o chiusa", ha elencato.

"A differenza di altri posti in cui ho lavorato, gli estintori erano tenuti in una stanza chiusa a chiave. C'era sicuramente un rischio e le misure di sicurezza non erano adeguate", ha aggiunto Maxime. Sarah, che ha lavorato a Le Constellation nel 2023, ha inoltre aggiunto: "Dovevo procurarmi una chiave per aprire la porta dell'uscita di emergenza per salire al piano di sopra. Ci è stato ordinato di non sbloccare l'uscita di emergenza se non per salire al piano di sopra dell'appartamento". Inoltre, lo "spettacolo" delle fontane inserite nelle bottiglie di champagne era ricorrente e veniva fatto per impressionare i clienti.

Gli inquirenti sono impegnati nelle indagini. Jacques e Jessica Moretti, gestori del bar Le Constellation di Crans-Montana, sono indagati per omicidio colposo, incendio colposo e lesioni colpose.

"Qualcosa non ha funzionato e qualcuno ha commesso un errore. Forse il materiale, forse l'organizzazione sul posto", ha dichiarato alla radio SRF il responsabile della sicurezza del Canton Vallese Stéphane Ganzer.

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