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Cronaca internazionale

Dopo Napoli, passerella in Francia con la kefiah. Greta in tour tra le proteste

Archiviato il corteo partenopeo, Thunberg spunta tra gli studenti di Saint-Denis con la kefiah: “Ci rubano il futuro”. Cambia la battaglia, resta la protagonista

TOPSHOT - Swedish activist Greta Thunberg speaks with students as they prepare to take part in a blockade at the Lycee Paul Eluard in Saint-Denis, on the outskirts of Paris on October 13, 2026, as part of a nationwide student mobilisation. France sees nationwide demonstrations on October 13 in support of students protesting poor classroom conditions for weeks, as authorities and participants remain wary of further violence. (Photo by JULIEN DE ROSA / AFP)

Da Napoli a Saint-Denis, cambia la piazza ma la protagonista resta la stessa. Greta Thunberg prosegue il suo personale tour delle proteste europee: sabato il corteo per Gaza nel capoluogo campano, martedì mattina la mobilitazione degli studenti francesi. Clima, Palestina, scuola: il repertorio si allarga, con una costante che ormai accompagna ogni tappa. I riflettori sull’attivista svedese.

La 23enne è comparsa davanti al liceo Paul-Eluard di Saint-Denis, alle porte di Parigi, in occasione del cosiddetto “quinto atto” delle proteste studentesche. La cornice si presta: l’istituto è uno degli epicentri della mobilitazione cominciata a metà settembre, oltre che una delle scuole più esposte mediaticamente. Insomma, un palco già allestito.

Con la kefiah sulle spalle, Thunberg ha illustrato ai giornalisti le ragioni della sua partecipazione. “I giovani non vengono coinvolti nelle discussioni. Ci rubano il futuro e, come abbiamo potuto constatare qui, le scuole non ricevono gli investimenti di cui hanno bisogno”, ha dichiarato. Quindi il passaggio immancabile sulla lotta: “Allora, che cosa dovremmo fare? Arrenderci? Certo che no. È proprio questo che le persone esprimono qui: non ci arrenderemo e ci batteremo per questo futuro che ci viene rubato sotto gli occhi”. A completare il messaggio, l’orgoglio: si è detta “estremamente fiera degli studenti francesi”.

Il futuro rubato, gli adulti che non ascoltano, la promessa di non mollare. Il copione è riconoscibile e si adatta senza particolari difficoltà a ogni nuova mobilitazione. Dai vertici sul clima ai cancelli di un liceo francese, Greta porta soprattutto il proprio personaggio: una presenza capace di trasformare una protesta locale in una notizia internazionale. Un vantaggio per chi manifesta, certamente, ma anche un sistema assai efficace per restare al centro della scena.

Davanti al Paul-Eluard si sono presentati anche una ventina di avvocati, intenzionati a formare una “catena in toga per proteggere i liceali”. Il legale Romain Ruiz, cofondatore del collettivo Colère noire, ha spiegato all’Afp di voler “impedire l’irreparabile”. Il gruppo prevede di frapporsi tra agenti e studenti in caso di tensioni. Un’altra avvocata, Prisca Ancion, ha denunciato presunti tentativi di ostacolare la mobilitazione e sequestri di cartelli critici verso la polizia, sostenendo che “la violenza della polizia è innegabile”. Accuse dei manifestanti e dei loro sostenitori, mentre una fanfara intonava “Abbasso lo Stato di polizia”. Non poteva mancare una battuta di Greta anche su questo punto. “Estremamente violenta”, il giudizio dell’attivista sulla polizia, rea di non proteggere i giovani: “Questo dice tutto sulla polizia e su chi protegga realmente. Le forze dell’ordine dovrebbero proteggere i giovani”.

Insomma, è in questa cornice che si inserisce la nuova apparizione di Thunberg. Le questioni sollevate dagli studenti meriterebbero risposte nel merito, a partire dagli investimenti scolastici. L’arrivo della celebrità della protesta finisce però per spostare inevitabilmente l’attenzione: dalle richieste della piazza alla presenza di Greta. Dopo Napoli, Saint-Denis. Nell’agenda dell’attivismo a tutto campo cambia la destinazione, ma la visibilità trova sempre un posto in prima fila.

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