Francia e Spagna stanno ormai affrontando autentiche emergenze nazionali dettate dalla crisi climatica. Il ministro dell’Interno francese Laurent Nuñez ha dichiarato che nel dipartimento della Gironda la situazione resta «stabile», ma avverte che l’incendio «non è ancora domato». Solo in questa zona nel sud-ovest del Paese sono stati distrutti oltre 42mila ettari di terreno, evacuate 220mila persone, distrutte 240 abitazioni. Tra i pompieri si contano due morti e 88 feriti. Al momento sono schierati sul campo 2.750 i vigili del fuoco, 1.500 militari e 1.440 agenti delle forze di sicurezza interna. Intanto il comando dei Vigli del Fuoco avverte che potrebbero servire mesi per spegnere tutti i focolai attivi. Il presidente Emmanuel Macron si è recato ieri pomeriggio sul posto. «Le prossime settimane saranno dure, dobbiamo resistere - ha detto - Siamo davanti a incendi senza precedenti».
In Spagna la situazione resta delicata: il governo parla di «giornate decisive» per contenere gli incendi prima della forte ondata di caldo che dovrebbe colpire il Paese fino a domenica. Il premier Pedro Sánchez si è recato in visita nella regione di Valencia. «Chiedo pazienza, comprensione ai cittadini sfollati o confinati nelle proprie case» ha affermato parlando di «ore difficili e complesse» e invitando alla «massima cautela». Secondo Sánchez da inizio anno sono bruciati oltre 170mila ettari, sei volte in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Gli evacuati sono oltre 100mila. «Quello che stiamo vivendo non è una successione di episodi isolati, ma è l’espressione più dolorosa di un’emergenza climatica», ha concluso Sánchez.
