Un’esplosione violentissima ha squarciato il silenzio dell’alba ad Albstadt, nel sud della Germania, trasformando in pochi istanti una tranquilla strada residenziale in un cumulo di macerie. Era poco dopo le 5 del mattino quando un boato ha fatto tremare finestre e tetti nel quartiere di Tailfingen. Al centro dell’esplosione, una palazzina che è crollata su sé stessa, senza lasciare scampo alle persone che si trovavano all’interno.
Tra le rovine sono stati recuperati i corpi di Francesco Liparoto, 33 anni, della moglie Nancy Giarraca, 30 anni, e del loro figlio Bryan, di sei anni. Una famiglia originaria di Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani, emigrata in Germania da circa dieci anni.
Una famiglia spezzata
La notizia della tragedia ha attraversato l’Europa in poche ore, arrivando fino alla Sicilia. A comunicarla è stato il sindaco di Castellammare del Golfo, Giuseppe Fausto, che ha espresso il cordoglio dell’intera comunità per la scomparsa improvvisa di tre giovani vite.
Francesco viveva e lavorava in Germania da tempo, impiegato in una ditta del settore del vetro. Insieme a Nancy aveva costruito una quotidianità fatta di lavoro, scuola e integrazione nel tessuto sociale di Albstadt. Il piccolo Bryan frequentava regolarmente la scuola del quartiere ed era ben inserito tra i suoi coetanei. Nonostante la distanza, il legame con la Sicilia era rimasto fortissimo, la famiglia tornava spesso a Castellammare del Golfo, soprattutto d’estate, e l’ultima visita risaliva a novembre, per festeggiare il compleanno del fratello più giovane di Francesco.
Una corsa contro il tempo
Subito dopo l’esplosione, sul posto sono intervenute oltre 200 persone tra vigili del fuoco, polizia e squadre di emergenza. Le operazioni di soccorso sono proseguite per ore, con l’ausilio di unità cinofile specializzate nella ricerca sotto le macerie.
L’edificio è stato completamente distrutto dalla deflagrazione. Le abitazioni intorno hanno riportato danni rilevanti, tetti danneggiati, infissi divelti, vetri infranti anche a decine di metri di distanza. Circa 20-30 residenti sono stati evacuati in via precauzionale e accolti in una struttura di emergenza predisposta dal Comune.
Il quartiere sotto choc
Chi vive nella zona racconta di essersi svegliato di soprassalto, convinto che fosse scoppiata una bomba. "Il rumore è stato assordante, la casa ha tremato", riferiscono alcuni residenti. Dopo il boato, il silenzio, rotto solo dalle sirene e dalle luci dei mezzi di soccorso.
La fornitura di gas è stata immediatamente interrotta in tutta la strada per evitare ulteriori rischi. Le autorità locali hanno delimitato un’ampia area di sicurezza, chiudendo temporaneamente le strade adiacenti e avviando controlli su tutte le abitazioni coinvolte dall’onda d’urto.
L’ipotesi della fuga di gas
Secondo le prime ricostruzioni, l’esplosione sarebbe stata provocata da una fuga di gas domestico, un evento che può verificarsi soprattutto negli ambienti residenziali. Quando gas infiammabili si accumulano in spazi chiusi senza adeguata ventilazione, anche una piccola scintilla o una fonte di accensione può scatenare una deflagrazione estremamente violenta, con conseguenze devastanti per strutture e persone.
Castellammare del Golfo in lutto
In Sicilia, la notizia ha colpito profondamente la comunità di Castellammare del Golfo, dove vivono ancora i genitori e i fratelli di Francesco.
Il sindaco Fausto ha parlato di "dolore indicibile" e di una perdita che "ha spezzato una giovane famiglia, lasciando un vuoto che nulla potrà colmare". La città si è stretta attorno ai familiari con messaggi di vicinanza e partecipazione.