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"Ha costruito un nuovo avamposto strategico": la strana mossa di Pechino nel Mar Cinese Meridionale

Pechino trasforma Antelope Reef in un avamposto strategico nel Mar Cinese Meridionale, aumentando controllo e deterrenza regionale.

"Ha costruito un nuovo avamposto strategico": la strana mossa di Pechino nel Mar Cinese Meridionale
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La Cina ha avviato una nuova fase della sua strategia nel Mar Cinese Meridionale, iniziando la costruzione di infrastrutture su Antelope Reef, un isolotto conteso nel gruppo delle Paracel diventato nuovo avamposto strategico. Recenti immagini satellitari mostrano come il reef, conosciuto anche come Linyang Jiao in cinese e Da Hai Sam per il Vietnam, sia passato da un semplice banco di sabbia a un sito con rampe di accesso e banchine RO/RO (roll-on/roll-off), progettate per facilitare il movimento di veicoli e macchinari pesanti. Secondo il portale Janes, la presenza di condotte, escavatori e nuove terre formate indica lavori di dragaggio e bonifica in corso, suggerendo che la Cina stia trasformando il reef in una struttura permanente in grado di sostenere operazioni logistiche e, potenzialmente, future installazioni militari.

Un avamposto strategico

L’espansione di Antelope Reef si inserisce in un contesto più ampio di rafforzamento dei possedimenti artificiali cinesi nel Mar Cinese Meridionale. Come riportato da Asia Times, Pechino ha da tempo investito in capacità di sorveglianza, guerra elettronica e sistemi anti-accesso/area denial (A2/AD), con l’obiettivo di limitare le opzioni militari di Stati Uniti e alleati in caso di conflitto regionale.

L’isolotto, situato a circa 400 chilometri dalla città vietnamita di Hue e 281 chilometri dalla base cinese di Sanya su Hainan, potrebbe ospitare elicotteri, navi militari e milizie marittime, diventando un nodo integrato nella rete di isole artificiali cinesi. E ancora: la costruzione di banchine RO/RO accelera ulteriormente la capacità di movimentare mezzi pesanti, evidenziando la volontà di Pechino di consolidare un avamposto con funzioni logistiche e difensive, capace di supportare sia operazioni civili che militari.

Tensioni in aumento?

Il nuovo avamposto di Pechino rischia di aumentare le tensioni con Vietnam e Taiwan, oltre a sollevare domande sulla reale efficacia della potenza militare statunitense nel garantire libertà di navigazione nella regione. L’obiettivo cinese potrebbe infatti non essere tanto quello di resistere a un attacco diretto, quanto negare informazioni e opzioni agli avversari, bloccando la comunicazione, la sorveglianza e il coordinamento operativo di eventuali forze intervenienti.

La presenza di sistemi di guerra elettronica e capacità SIGINT (signals intelligence) su più isole permette alla Cina di creare dispersione, ridondanza e sovrapposizione operativa, rendendo più complessa ogni operazione militare statunitense. Questo approccio strategico, mirato a limitare le opzioni nemiche piuttosto che vincere uno scontro immediato, aumenta l’incertezza e i costi di un eventuale intervento esterno, rafforzando il controllo de facto di Pechino sul traffico marittimo e sulle rotte commerciali cruciali del Sud-Est asiatico.

In sintesi, la costruzione su Antelope Reef rappresenta una mossa apparentemente strana ma coerente con la strategia cinese di consolidamento degli avamposti nel Mar Cinese Meridionale.

Con capacità logistiche avanzate e potenziale militare nascosto, Pechino sta gradualmente trasformando piccoli banchi di sabbia in strumenti di deterrenza e controllo strategico, incrementando il rischio per i rivali regionali e modificando gli equilibri di sicurezza marittima nella zona.

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