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Il Marocco passa ai quarti di finale dei Mondiali e l’Europa piomba nel caos: i “festeggiamenti” violenti da Londra a Torino

I “maranza” di tutta Europa hanno sfruttato la vittoria della squadra contro il Canada per scendere in piazza e generare disordini

Il Marocco passa ai quarti di finale dei Mondiali e l’Europa piomba nel caos: i “festeggiamenti” violenti da Londra a Torino
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Nuova serata di disordini in Europa per la vittoria del Marocco contro il Canada ai mondiali in corso negli Stati Uniti. La squadra nordafricana ha eliminato quella nordamericana e si è assicurata così l’accesso ai quarti di finale, scatenando i festeggiamenti in gran parte delle città europee, dove la presenza marocchina è sempre più massiccia. A Torino, nel quartiere Barriera di Milano, noto per essere multietnico e problematico, sono stati esplosi fuochi d’artificio ad altezza uomo e anche contro le auto per “festeggiare”, pretesto per fare caos, causando problemi di sicurezza e anche di viabilità, perché la strada è stata implicitamente chiusa al traffico.

È la “cultura” maranza che si diffonde, il tentativo di “conquistare” le città e renderle dei domini esclusivi per la “sottomissione” degli italiani e degli europei. È un concetto che si ripete ogni qual volta i giovani di seconda generazione o immigrati riuniti in bande ne hanno la possibilità. Il caos è andato avanti per tutta la notte in città, bloccando completamente via Giulio Cesare. Vigili urbani? Non pervenuti. Questa è la lamentela dei torinesi in un quartiere dove, purtroppo, la presenza italiana è sempre più rada, con le conseguenze facilmente intuibili. Scene simili si sono registrate in numerose città, da Vicenza a Milano, passando per Bologna e per tutti quei quartieri dove, come in Barriera di Milano a Torino, la presenza marocchina è massiccia. Ma i problemi più grandi si sono registrati fuori dall’Italia, nei Paesi Bassi, dove da Rotterdam a Utrecht, passando per Amsterdam e L’Aia, la presenza marocchina si è fatta sentire.

Memori dei disordini dei giorni passati, i distretti olandesi si sono organizzati con un dispiegamento di polizia anticipato: le strade, fin dall’inizio della partita, sono state militarizzate grazie a un enorme dispiegamento di forze. Poliziotti a cavallo e in moto, unità in tenuta antisommossa, unità cinofile e non solo hanno presidiato i principali quartieri multiculturali delle città olandesi dove, comunque, alla vittoria si sono scatenati gli animi. Non erano “festeggiamenti” ma il solito pretesto per generare il caos nelle città. Sono state date alle fiamme alcune auto, anche un furgone della polizia, ci sono stati contatti con le forze dell’ordine e, anche qui, sono stati sparati fuochi d’artificio ad altezza uomo, mettendo a repentaglio la sicurezza di intere città.

Le cronache locali riferiscono anche di insulti volgari contro i poliziotti olandesi, al pari del trattamento subito da quelli inglesi a Londra e nelle grandi città, dove le vie principali sono state invase dai maiorchino con bengala e torce.

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