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Morte di Quentin Deranque, fermati 7 sospettati: tra loro l'assistente di un parlamentare di Melenchon

La Procura di Lione indaga per omicidio volontario sulla morte di Quentin Deranque, 23 anni, ferito alla testa durante scontri tra estrema destra e sinistra. Fermate cinque persone, tra cui un assistente parlamentare LFI

Morte di Quentin Deranque, fermati 7 sospettati: tra loro l'assistente di un parlamentare di Melenchon
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Importanti aggiornamenti sull’omicidio di Quentin Deranque. La Procura di Lione ha avviato un’indagine per ''omicidio volontario'' in relazione alla morte del 23enne, deceduto dopo aver riportato una grave ferita alla testa. Secondo quanto riferito dall’emittente BFMTV, la polizia francese ha fermato sette persone sospettate di essere coinvolte nell’aggressione. Tra i fermati figurerebbero Jacques-Elie Favrot, assistente parlamentare del deputato di La France Insoumise Raphaël Arnault, Adrian Besseyre, indicato come membro del movimento Jeune Garde e vicino al rappresentante del partito, e Robin Chalendard. Tutti e sette gli individui coinvolti sarebbero riconducibili ad ambienti dell’estrema sinistra. Inoltre alcuni di loro risulterebbero inoltre schedati con la lettera “S”, attribuita ai profili considerati a rischio per la sicurezza pubblica.

La ricostruzione

L’aggressione si è verificata a margine di una manifestazione di estrema destra organizzata contro la visita dell’europarlamentare Rima Hassan (Lfi) a Sciences Po Lyon, la scorsa settimana. Secondo le ricostruzioni, Deranque sarebbe stato colpito da almeno sei persone. Il collettivo di estrema destra Némésis ha dichiarato che Deranque partecipava alla manifestazione con l’obiettivo di garantire protezione ai propri membri. "I nostri attivisti sono stati aggrediti da studenti di Sciences Po e da donne della Jeune Garde", ha dichiarato a Le Figaro Alice Cordier, presidente di Némésis.

Le testimonianze contro Jacque-Elie Favrot

Secondo quanto emerso, la presenza dell'assistente parlamentare nelle immediate vicinanze della scena dell’aggressione trasmessa da TF1 è confermata dalle testimonianze di almeno due persone vicine al collettivo Némésis. Ricordiamo che Jacques-Elie Favrot, tramite il suo avvocato Bertrand Sayn, ha negato “formalmente di essere responsabile di questa tragedia". Il legale ha inoltre denunciato che il suo assistito sta ricevendo “minacce di morte dall'estrema destra in tutto il paese e in Europa”, sottolineando che “presenterà una causa per diffamazione contro tutti coloro che lo accusano di essere responsabile della morte di Quentin Deranque".

La condanna di Melenchon

Per il leader della sinistra radicale francese Jean-Luc Melenchon gli aggressori di Deranque si sono "disonorati": "Qualunque siano le opinioni dei suoi genitori, nulla

giustifica che venga restituito loro un figlio morto". Oggi pomeriggio all’Assemblea nazionale è stato osservato un minuto di silenzio in memoria della giovane vittima. Per sabato è prevista a Lione una marcia commemorativa.

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