È possibile allenare il proprio corpo senza muoversi? La risposta potrebbe presto essere affermativa. Un gruppo di scienziati cinesi ha infatti sviluppato un innesto muscolare capace di contrarsi autonomamente e di produrre nell’organismo alcuni dei benefici associati all’attività fisica. La tecnologia, testata sui topi, promette di essere sfruttata per aiutare le persone che non possono fare esercizio.
I tessuti muscolari Made in China
Come ha raccontato il South China Morning Post, il gruppo guidato da Ng Shyh-Chang, professore e ricercatore dell’Institute of Zoology della Chinese Academy of Sciences, ha sviluppato i cosiddetti “myografts”, innesti ottenuti a partire da cellule muscolari.
Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Nature Ageing, rappresenta ancora una fase preclinica, ma i risultati ottenuti sui topi hanno attirato l’attenzione dei ricercatori. Gli animali sottoposti al trattamento hanno sviluppato una maggiore massa muscolare e hanno mostrato miglioramenti anche nella densità ossea, nella resistenza fisica, nella funzionalità del fegato e in alcuni indicatori legati alla salute cognitiva.
Ma come funziona questa innovazione? Il principio è relativamente semplice. Invece di costruire in laboratorio un organoide muscolare già formato e poi trapiantarlo, i ricercatori della Cina hanno deciso di partire dalle cellule. I miociti, cioè le cellule specializzate che compongono il tessuto muscolare, sono stati ottenuti da cellule staminali muscolari di topo e successivamente iniettati sotto la pelle insieme a una struttura di supporto. Una volta impiantate, le cellule si sono organizzate spontaneamente fino a formare un piccolo tessuto muscolare. La caratteristica più interessante è che questi innesti hanno iniziato a contrarsi autonomamente, senza bisogno di impulsi nervosi o di movimento imposto dall’esterno.
Una novità interessante
Durante l’esercizio, i muscoli producono numerose proteine e altre molecole capaci di comunicare con organi e tessuti diversi, contribuendo a regolare metabolismo, infiammazione, massa muscolare e salute delle ossa. I myografts sembrano replicare almeno in parte questo meccanismo. Nei topi, gli innesti hanno continuato a contrarsi 24 ore su 24, rilasciando nel sangue fattori potenzialmente benefici. Con il tempo, inoltre, le fibre muscolari sono maturate e si sono integrate con i vasi sanguigni circostanti senza mostrare, negli esperimenti condotti finora, una crescita simile a quella tumorale.
La tecnologia potrebbe avere applicazioni soprattutto mediche. L’obiettivo iniziale non è infatti sostituire la palestra per chi è in salute, ma fornire una sorta di “esercizio artificiale” a chi non riesce a praticarlo. I ricercatori pensano in particolare a pazienti allettati, persone anziane e malati ricoverati in terapia intensiva.
Gli innesti potrebbero inoltre essere utilizzati come vere e proprie “biofabbriche” viventi per produrre determinate proteine direttamente nell’organismo, compreso il GLP-1, già impiegato nel trattamento del diabete e nella gestione del peso. Per ora, però, la strada verso l’uomo è ancora lunga: sicurezza ed efficacia dovranno essere verificate attraverso ulteriori e approfonditi studi clinici.
