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Cronaca internazionale

Myografts, i muscoli che si allenano da soli: l’innesto cinese che imita l’esercizio fisico

Testati sui topi, gli innesti aumentano massa muscolare e densità ossea e potrebbero aiutare anziani, pazienti allettati e malati in terapia intensiva

china gym
epa08405434 People jog in a park in Hong Kong, China, 06 May 2020. From 08 May gyms, as well as bars, cinemas, beauty, massage parlours and other entertainment venues will be allowed to reopen although some restrictions on their operations will remain in place until May 21. EPA/JEROME FAVRE

È possibile allenare il proprio corpo senza muoversi? La risposta potrebbe presto essere affermativa. Un gruppo di scienziati cinesi ha infatti sviluppato un innesto muscolare capace di contrarsi autonomamente e di produrre nell’organismo alcuni dei benefici associati all’attività fisica. La tecnologia, testata sui topi, promette di essere sfruttata per aiutare le persone che non possono fare esercizio.

I tessuti muscolari Made in China

Come ha raccontato il South China Morning Post, il gruppo guidato da Ng Shyh-Chang, professore e ricercatore dell’Institute of Zoology della Chinese Academy of Sciences, ha sviluppato i cosiddetti “myografts”, innesti ottenuti a partire da cellule muscolari.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Nature Ageing, rappresenta ancora una fase preclinica, ma i risultati ottenuti sui topi hanno attirato l’attenzione dei ricercatori. Gli animali sottoposti al trattamento hanno sviluppato una maggiore massa muscolare e hanno mostrato miglioramenti anche nella densità ossea, nella resistenza fisica, nella funzionalità del fegato e in alcuni indicatori legati alla salute cognitiva.

Ma come funziona questa innovazione? Il principio è relativamente semplice. Invece di costruire in laboratorio un organoide muscolare già formato e poi trapiantarlo, i ricercatori della Cina hanno deciso di partire dalle cellule. I miociti, cioè le cellule specializzate che compongono il tessuto muscolare, sono stati ottenuti da cellule staminali muscolari di topo e successivamente iniettati sotto la pelle insieme a una struttura di supporto. Una volta impiantate, le cellule si sono organizzate spontaneamente fino a formare un piccolo tessuto muscolare. La caratteristica più interessante è che questi innesti hanno iniziato a contrarsi autonomamente, senza bisogno di impulsi nervosi o di movimento imposto dall’esterno.

Una novità interessante

Durante l’esercizio, i muscoli producono numerose proteine e altre molecole capaci di comunicare con organi e tessuti diversi, contribuendo a regolare metabolismo, infiammazione, massa muscolare e salute delle ossa. I myografts sembrano replicare almeno in parte questo meccanismo. Nei topi, gli innesti hanno continuato a contrarsi 24 ore su 24, rilasciando nel sangue fattori potenzialmente benefici. Con il tempo, inoltre, le fibre muscolari sono maturate e si sono integrate con i vasi sanguigni circostanti senza mostrare, negli esperimenti condotti finora, una crescita simile a quella tumorale.

La tecnologia potrebbe avere applicazioni soprattutto mediche. L’obiettivo iniziale non è infatti sostituire la palestra per chi è in salute, ma fornire una sorta di “esercizio artificiale” a chi non riesce a praticarlo. I ricercatori pensano in particolare a pazienti allettati, persone anziane e malati ricoverati in terapia intensiva.

Gli innesti potrebbero inoltre essere utilizzati come vere e proprie “biofabbriche” viventi per produrre determinate proteine direttamente nell’organismo, compreso il GLP-1, già impiegato nel trattamento del diabete e nella gestione del peso. Per ora, però, la strada verso l’uomo è ancora lunga: sicurezza ed efficacia dovranno essere verificate attraverso ulteriori e approfonditi studi clinici.

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